Ginecologia, l’emergenza continua

Visita ginecologica cercasi. Non un annuncio, ma un vero e proprio appello fatto dalle pazienti vigevanesi, stanche di una situazione ormai insostenibile. Il reparto di ginecologia, unico nella città ducale, non sta più garantendo i servizi minimi alle donne bisognose. Causa principale di questo disservizio? La mancanza di personale sanitario, soprattutto di ginecologi.

IL CASO Una carenza che porta a visite sospese e pochi servizi garantiti sin dallo scorso gennaio. La maggior parte delle pazienti si sono viste sospendere, senza indicare una data alternativa, l’appuntamento proprio per mancanza di personale medico. Un diritto che sembra essere garantito alle sole donne partorienti o in stato interessante, ma non alle altre donne, senza considerare che, per chi non può rivolgersi a un ginecologo privato, si tratta di un servizio difficile da rintracciare altrove. Lo scorso mese Asst Pavia aveva spiegato che

per quanto riguarda il personale del reparto di ginecologia, l’azienda sta attivando le procedure concorsuali per il reclutamento di quattro nuovi ginecologi per l’ospedale civile.

Concorso che è stato avviato solo nella giornata di ieri. In attesa della conclusione dell’iter – e sperando di rintracciare i medici necessari, fatto non scontato stante la carenza sul territorio provinciale, regionale e nazionale – permane il disservizio.

SOLUZIONI In un paese dove la sanità dovrebbe essere un diritto fondamentale, chi non ha le possibilità di rivolgersi a un privato si trova in una situazione paradossale. D’esempio è l’iniziativa lodigiana dei sei sportelli salute, che si occupano di far rispettare i tempi d’attesa alle aziende ospedaliere, ora estesa a tutta la Regione e che, grazie a un gruppo di volontari, aiuta i pazienti a presentare ricorso per ottenere l’appuntamento nei tempi previsti dalla priorità indicata in ricetta – vincolanti per legge – o a a garantire una visita a pagamento a spese dell’azienda. Le Asst sono obbligate dalla norma a garantire le visite mediche dei pazienti e, in caso contrario, hanno l’obbligo di rimborsare chi deve ricorrere a visita privata. Una valida soluzione che è possibile imporre all’azienda ospedaliera attraverso l’invio di una pec.

CONSULTORI Per le tante vigevanesi non resta che rivolgersi ad altri centri ospedalieri, anche se Asst Pavia assicura che è pur sempre possibile prenotare una visita ginecologica. «Le visite ginecologiche vengono effettuate anche dal Consultorio Familiare. Per prenotare un appuntamento è possibile telefonare al consultorio del rispettivo territorio di residenza oppure recandosi personalmente negli orari di accoglienza. L’accesso alla prestazione è quindi diretto».

CARENZE Nonostante alcuni servizi siano garantiti dai consultori, la carenza di medici resta un fatto concreto e comune non solo al Civile. Sempre più spesso, soprattutto dopo il periodo pandemico, i bandi restano senza risposta, come accaduto a quello per responsabile di struttura complessa lanciato da Ats nelle scorse settimane: 5 iscritti, ma nessuno si è presentato. Del resto anche il 19° Rapporto sanità del Crea evidenzia come la disaffezione dal lavoro ospedaliero come «la deflagrazione della “malattia” del Ssn»: si preferisce lavorare all’estero, a gettone, evitare turni impegnativi per un salario considerato non all’altezza di ciò che si richiede al professionista. I cosiddetti “gettonisti”, che lavorano tramite cooperative e a cui Regione Lombardia ha dichiarato guerra, sono pagati più dei colleghi assunti per concorso e sono meno stressati.

Rossana Zorzato

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