La giornata di un agricoltore

Svegliarsi all’alba in modo da essere pronti a iniziare a lavorare di prima mattina, lavare i campi con l’acqua dei fossi, successivamente concimarli e ancora tenere sotto controllo il proprio raccolto. La giornata di un agricoltore sembra monotona, in realtà è densa di attività, i risicoltori suddividono le proprie attività giornaliere e settimanali tenendo conto delle condizioni climatiche, della disponibilità idrica e dei prodotti di cui le aziende hanno maggiormente bisogno.

LAVARE I CAMPI L’Araldo ha seguito il lavoro di Pietro Mascherpa, agricoltore vigevanese che lavora per conto della Spirolazzi Luigi e dell’Agroterra di Mascherpa di Cassolnovo. «Faccio un lavoro che posso gestire in piena autonomia, naturalmente prima inizio prima finisco – racconta Pietro Mascherpa – la prima cosa da fare è indirizzare l’acqua sui campi. Gran parte del lavoro del risicoltore prevede proprio la gestione idrica. In seguito, concimo i campi, utilizzando azoto e potassio. Si inizia a concimare i campi partendo dal perimetro di questi ultimi, per poi procedere gradualmente con le aree interne. Per fare in modo che il proprio riso sia venduto e riscontri successo è fondamentale avere una buona agrotecnica e un buon rapporto con il mercato».

CONCIMARE Nei campi dell’Agroterra Mascherpa si coltivano tre tipi di riso: «Abbiamo il Rando e Omega, l’Araldo Plv e l’Omega Cl. Il riso inizia a cestire, va concimato proprio per questo motivo. Azoto, potassio e fosforo apportano macronutrienti e il riso apporta principalmente azoto e potassio. Alla fine dell’anno in media vendiamo 5500 quintali di riso alle riserie». Un lavoro tutt’altro che ripetitivo e che garantisce guadagni solo se eseguito nel modo corretto: «In questi giorni concimiamo il riso e solitamente inizio verso le 9 del mattino, per finire alle 17. Il reddito annuo deriva e tiene conto di una serie di fattori: tra questi la superficie che viene concimata, non sempre uguale. Dipende dal meteo che quest’anno ha causato una serie di ritardi nei lavori e nelle semine, per le abbondanti precipitazioni di aprile e maggio. Il guadagno è però legato anche alle scelte imprenditoriali di ogni singola azienda. Le ditte decidono cosa coltivare e in che modo farlo».

Il riso è fonte di buon reddito, la soia così e così, mentre ultimamente si fa parecchia fatica a vendere il mais. E’ importante anche il saper riconoscere acquirenti affidabili.

RISCHI Un risicoltore fa i conti anche con il fattore rischio: «Bisogna comprendere i rischi legati alla produttività, che sia di mais, soia o riso e cercare di diversificarli. La nostra produce tre categorie di riso proprio per questo motivo. Un altro elemento che può mettere in difficoltà il lavoro degli agricoltori è l’aumento dei prezzi delle materie prime, tra cui diserbanti e gasolio. Quest’ultimo ha costo importante alla fine dell’anno, ma ne abbiamo bisogno per lavorare la terra». Quali scenari per il futuro? «Sto lavorando con l’Università di Milano a un progetto per creare un dispositivo che monitori anche a distanza il livello di acqua presente nei fossi. Un primo tentativo per arrivare all’automazione, sempre più indispensabile».

Edoardo Varese

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