Il territorio pavese è tra quelli lombardi più esposti alle conseguenze della desertificazione. Lo racconta uno studio dell’Università di Pavia, che si concentra su un fenomeno che non ha grande spazio nel dibattito pubblico nonostante le conseguenze: terra fertile che lentamente inaridisce e si spacca. Corsi d’acqua che si prosciugano fino a scomparire. E ancora persone costrette ad abbandonare i propri Paesi per trovare sostentamenti che la natura non riesce più a offrire.
La desertificazione è un nemico silenzioso che sottrae risorse, altera gli equilibri degli ambienti, dissecca i territori e fa aumentare i prezzi dei beni di prima necessità, rendendo al contempo le famiglie più povere.
UNO STUDIO PER CAPIRE E INTERVENIRE Maurizio Malpede, docente di Economia dell’Università di Pavia, ha condotto insieme al collega Marco Percoco della Bocconi uno studio “Desertification, crop yield and economic development, a disaggregated analysis”, con l’intento di misurare la crescente aridità del suolo e l’impatto che quest’ultima ha sull’economia reale e sullo spopolamento nelle aree rurali, tra cui anche quelle lombarde: «La Lombardia e in particolare l’area del pavese – spiega Maurizio Malpede – affrontano minacce significative e crescenti derivanti dalla desertificazione e dal degrado del suolo. Queste sfide sono principalmente guidate dagli impatti del cambiamento climatico, che si manifestano con siccità sempre più frequenti e gravi e altri eventi meteorologici estremi. Queste pressioni naturali sono criticamente esacerbate da attività umane insostenibili, tra cui pratiche agricole intensive».

DANNI E PARADOSSI Un insieme di cause che sta portando il territorio pavese ad affrontare un “paradosso idrico” critico: «Da un lato – continua Malpede – siccità severe portano a scarsità d’acqua e perdite agricole. Dall’altro si verificano eventi di piogge estreme localizzate che causano danni come la marcescenza del fieno e inondazioni. Il problema non è solo una mancanza d’acqua, ma piuttosto una disponibilità idrica imprevedibile e una gestione inefficiente dell’acqua, che spesso si disperde anziché essere immagazzinata per usi futuri. La siccità del 2022 in provincia di Pavia ha causato 172 milioni di euro di danni economici, ha devastato 2300 aziende agricole e reso improduttivi 23.000 ettari di risaie. È chiaro che occorrono politiche volte a promuovere investimenti sostenuti e strategici nelle strategie di adattamento climatico».
Edoardo Varese

