La sfida: l’esame orale di maturità anche per le prof

Sono 526.317mila gli studenti pronti a diventare finalmente “maturi”. Sopravvissuti alle prove scritte, iniziate mercoledì con il tema d’italiano, i ragazzi dovranno superare l’ultimo step, quello temuto dai più: il percorso multidisciplinare. Tra un po’ di ansia da prestazione e tanta trepidazione per poter mettere la parola fine a un percorso di cinque anni; nello scorso numero L’Araldo ha affrontato la gestione dell’ansia, ma come muoversi tra le diverse discipline e stabilire collegamenti opportuni a partire da un singolo documento che è sottoposto al candidato all’inizio del colloquio? Abbiamo chiesto a due docenti di mettersi in gioco e di indossare i panni dei loro studenti provando a sviluppare un percorso iniziando da un’immagine per loro inedita, quella di un uomo che gioca a scacchi con un robot o contro l’Intelligenza Artificiale.

LA SFIDA «L’immagine si riferisce alla fondamentale sfida connessa alla rivoluzione digitale, caratterizzata dall’IA – racconta Luisa Broli, professoressa dell’Istituto Casale di Vigevano – Occorre ricordare che l’uomo è da secoli affascinato da macchine in grado di simulare il cervello, ma l’espressione “IA” risale al seminario di Darthmouth svoltosi nel 1956». Per collegarsi alle materie scientifiche la docente spiega come sia «opportuno focalizzare l’attenzione sugli algoritmi, che si rivelano fondamentali nei processi di programmazione informatica». Considerazione che è bene dare anche al tema dei diritti. «Considerate le opportunità e i rischi di tali sistemi – prosegue Broli – occorre salvaguardare sia i diritti individuali sia i principi fondamentali caratterizzanti la democrazia. Anche l’impatto sul lavoro è da prendere in considerazione: se alcune professioni scompariranno, si apriranno nuove frontiere occupazionali. Una situazione in cui tutti i lavoratori saranno chiamati a usare questi sistemi tecnologici avanzati, sviluppando nuove competenze come il “prompt engineering”». Si tratta di un argomento tanto affascinante, quanto controverso, che arriva a toccare anche le materie umanistiche.

La partita a scacchi richiama anche la letteratura fantascientifica – spiega la professoressa – è interessante ricordare “Le tre leggi della robotica” di Asimov, senza dimenticare il mondo del cinema con “Odissea nello spazio” di Kubrick, film del 2001 dove si gioca la partita il supercomputer HAL 9000 e l’astronauta Frank Poole.

LOGICA DEL CONTROLLO Pensare al tema dell’IA non può che evocare l’aspetto etico, tra cosa è giusto e cosa è sbagliato fare con l’IA. «Partendo da educazione civica, dove è stato affrontato il tema dell’IA nei suoi aspetti positivi e negativi – racconta una professoressa dell’istituto Caramuel di Vigevano – ci si sofferma sul fatto che l’intelligenza artificiale è una creazione umana e ragiona in quanto programmata a farlo. In tutto questo, chi controlla gli algoritmi è in grado di controllare l’agire umano e da questo presupposto si può pensare al controllo come tema storico». Collegamento che porta direttamente alla storia. «Durante l’età dei totalitarismi e, per antitesi in letteratura, si pensa a quegli autori che cercarono di opporsi a qualsiasi forma di controllo – conclude la docente – come Montale, il quale firmò il manifesto degli intellettuali anti fascisti, tant’è che dovette lasciare il suo lavoro al Gabinetto Vieusseux».

Rossana Zorzato

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