Maltempo, il settore agricolo attende la conta dei danni

Anche il settore agricolo è alle prese con la conta dei danni del maltempo che ha colpito il Nordovest.

ATTESA Alberto Lasagna, direttore di Confagricoltura, riferisce che «occorre monitorare la situazione meteorologica dei prossimi giorni per avere una prima stima dei danni. Al momento è ancora presto per chiedere i danni, bisogna capire cosa succederà nel corso delle prossime ore e dei prossimi giorni. Certo non posso nascondere che la situazione climatica è preoccupante. Ci siamo trovati davanti a un evento potente dal punto di vista idrologico, soprattutto perché fuori stagione. Ad aprile che io ricordi non si è mai verificato un evento così forte, non abbiamo mai avuto sul territorio alluvioni come quella di mercoledì notte e di ieri (giovedì 17 aprile ndr). Vedremo che tempo farà durante i prossimi giorni, come e se asciugheranno i campi. Nel caso vedremo se arriveranno altre piogge. Fino a quando l’acqua dei fiumi non si ritirerà, ad ogni modo, non possiamo fare stime esatte e precise».

CIA PAVIA Anche per Paola Fugagnoli, direttrice di Cia Pavia, sarà importante monitorare il meteo dei prossimi giorni:

«È ancora troppo presto per avere una stima precisa dei danni. Noi di Cia Pavia abbiamo circa una decina di soci nelle zone maggiormente colpite dal maltempo e di fatto stiamo facendo ancora la conta dei danni. Pioverà almeno fino a martedì: il nostro auspicio è che smetta di piovere nel minor tempo possibile».

SI ALZA IL PO Il livello del fiume Po si è alzato di due metri e mezzo in 24 ore sotto la spinta della nuova ondata di maltempo che sta colpendo la Lombardia e diverse parti d’Italia, con precipitazioni e vento forte. È quanto emerge dal monitoraggio Coldiretti su dati Aipo, sull’andamento del grande fiume al Ponte della Becca in provincia di Pavia, territorio dove si segnalano anche piante abbattute, campagne sommerse nell’alto Oltrepò e risaie sott’acqua in Lomellina a causa dell’esondazione del fiume Sesia.

CLIMA CHE CAMBIA «I nostri tecnici – fa sapere Coldiretti Pavia – stanno monitorando la situazione per raccogliere segnalazioni di danni o criticità. Al momento in provincia di Pavia si segnalano campagne sott’acqua nell’area di Varzi e risaie già seminate nei giorni scorsi e oggi allagate a causa dell’esondazione del fiume Sesia nella zona dei comuni di Candia Lomellina e Palestro. Una situazione che potrebbe costringere gli agricoltori a dover riseminare e lavorare nuovamente i terreni sommersi. Siamo di fronte ad un’ evidente tendenza alla tropicalizzazione del clima con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo. L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici. Allo stesso tempo  è anche il settore più impegnato per contrastarli. Si tratta di una nuova sfida per le imprese agricole che devono affrontare gli effetti sui cicli delle colture e sulla gestione delle acque. Servono investimenti per la manutenzione, risparmio, recupero e regimazione».

Il fiume Sesia a Palestro
Il fiume Sesia a Palestro

PREOCCUPAZIONE «La situazione è estremamente allarmante: siamo molto preoccupati sia per le risaie in Lomellina sia per i vigneti in Oltrepò». Così Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia commenta le eccezionali precipitazioni che hanno colpito il territorio pavese negli ultimi giorni. Le maggiori criticità si registrano però Lomellina, dove la piena del fiume Sesia ha provocato l’allagamento di numerose risaie già seminate nei Comuni di Palestro e Candia. Disagi anche a Robbio, con campi appena lavorati e piantumati che ora sono completamente da rifare.

«È ancora presto per avere una stima precisa dei danni. Bisogna aspettare che il fiume si ritiri e capire che situazione lasceranno le acque. Il rischio è che il lavoro fatto dagli agricoltori fino ad oggi venga seriamente compromesso, con gli imprenditori costretti a riseminare i campi danneggiati dalla piena con un ulteriore aggravio di costi».

Edoardo Varese

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