Povertà: Caritas, cresce il disagio cronico

«Sempre più poveri, sempre più a lungo»: così Caritas italiana descrive, in una frase significativa, il volto odierno della povertà in Italia, che vede aumentare negli anni la cronicità e intensità dei bisogni, la solitudine tra gli anziani e, per i lavoratori e le famiglie, la difficoltà di arrivare a fine mese.

REPORT È quanto emerge dal Report statistico nazionale 2026 sulla povertà in Italia di Caritas italiana presentato oggi, 16 giugno, a Roma. I dati raccolti nel 2025 dalla rete dei centri di ascolto fotografano un Paese in cui la povertà ha ormai perso il carattere dell’eccezionalità per assumere i contorni di una “strutturale normalità”. In dieci anni, dal 2015 al 2025, il numero di persone accompagnate dalle Caritas è cresciuto del 48%, con un incremento particolarmente marcato nel Nord Italia (+61.8%), che oggi concentra la quota più elevata di assistiti.  Sebbene si registri una flessione dei “nuovi poveri” (37.6%), a preoccupare è il radicamento del disagio: il numero delle persone sostenute è cresciuto dell’1.7% rispetto al 2024, raggiungendo la cifra record di 282539 persone assistite dalle Caritas su tutto il territorio italiano. Spiccano alcuni dati:  negli ultimi dieci anni il numero di over 65 incontrati è cresciuto del 191%; la dichiarata condizione di solitudine è passata dal 23.8% al 32.9%; i bisogni sanitari sono aumentati del 69.4% e quelli delle persone con disabilità sono addirittura a tre cifre: +102.6%. Perfino chi ha un impiego non se la passa bene per via del caro vita e della perdita di potere d’acquisto dei salari: tra chi si rivolge alla Caritas i lavoratori poveri tra i 35-44enni sono il 31.7%.

working poor

POVERTÀ ASSOLUTA 12% Nel 2025 l’aiuto della rete Caritas ha raggiunto circa il 6 per mille dei nuclei familiari residenti in Italia e il 12% delle famiglie in povertà assoluta. Secondo l’Istat un residente su 10 vive in povertà assoluta, ossia circa 5.7 milioni di persone.  Il contesto economico nazionale è segnato da una sorta di crisi permanente: nonostante una lieve flessione del rischio di povertà generale (22.6%), cresce la quota di chi vive in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale, passata dal 4.6% al 5.2%.A pesare è soprattutto l’erosione del potere d’acquisto: tra il 2019 e il 2024, le retribuzioni reali in Italia sono calate dell’8%, il dato peggiore tra i principali Paesi europei. L’emergenza anziani e il peso della solitudine. Uno dei dati più allarmanti riguarda l’invecchiamento della povertà. In soli dieci anni, il numero degli over 65 incontrati dalla Caritas è esploso, segnando un +191%.

TANTI ANZIANI Se nel 2015 rappresentavano il 7.7% dell’utenza, oggi sono il 15.4%. Questo fenomeno si intreccia con la solitudine: le persone che vivono sole sono passate dal 23.8% al 32.9% del totale degli assistiti. Tra chi si rivolge alla Caritas, quasi un utente su tre è un nucleo familiare composto da una sola persona. La solitudine agisce come moltiplicatore del bisogno: il 59.9% delle persone sole sperimenta forme di povertà multipla, cumulando difficoltà economiche, sanitarie e abitative.

POVERI E MINORI Avere un impiego non è più una garanzia contro l’indigenza. Il fenomeno dei “working poor” è raddoppiato in un decennio: se nel 2015 gli occupati tra gli assistiti erano il 13.3%, oggi rappresentano il 24%. La vulnerabilità colpisce duramente le fasce centrali dell’età lavorativa, raggiungendo il 31.7% nella fascia d’età 35-44 anni e il 31% tra i 45 e i 54 anni (nel 2015 il fenomeno riguardava solo il 13.3% degli utenti). Le famiglie con figli restano però il nucleo principale della domanda di aiuto: il 52% degli assistiti convive con figli minori,

il che significa che circa 147.000 nuclei familiari supportati comprendono bambini e ragazzi in condizioni di ristrettezza economica.

SALUTE E CASA Il report evidenzia un rafforzamento preoccupante dei bisogni sanitari (+69% in dieci anni). La povertà genera “inequità di salute”: il 16.1% degli assistiti presenta fragilità croniche o disabilità, e quasi il 10% della popolazione italiana ha rinunciato a cure specialistiche per motivi economici o liste d’attesa. La sofferenza mentale appare come la condizione più critica: il 78.7% di chi soffre di disturbi psichici cumula tre o più ambiti di bisogno. La vulnerabilità abitativa coinvolge invece il 34.9% delle persone seguite. Oltre alle 24.000 persone incontrate in condizione di totale mancanza di dimora (“senza casa” e “senza tetto”), cresce la platea di chi, pur avendo un’abitazione, fatica a sostenere affitti e utenze (11.8%).

TANTE RISPOSTE Le risposte della rete Caritas: 4.8 milioni di prestazioni nel 2025. Di fronte a questa complessità, la rete Caritas ha erogato nel 2025 oltre 4.8 milioni di prestazioni, con una media di 17 interventi per assistito, concentrati principalmente su beni materiali, alloggio e ascolto.  Questi dati, ha commentato mons. Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico e neo presidente di Caritas Italiana, «nascono dall’ascolto quotidiano e ci chiedono di essere comunità più attente, capaci di riconoscere le ferite, custodire i legami e non lasciare sole le persone». Il direttore di Caritas italiana don Marco Pagniello ha ribadito invece la funzione del Report come strumento politico e sociale: «Di fronte a povertà sempre più croniche, solitudini crescenti, lavoro povero e difficoltà abitative, occorre costruire percorsi, alleanze e responsabilità condivise».

Patrizia Caiffa

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