Referendum / Chi vota sceglie “sì”, ma la cittadinanza divide

Referendum, tra chi è andato a votare prevale il “sì”, ma il quesito sulla cittadinanza è quello che divide di più gli italiani, tanto da andare sotto in alcuni comuni della Lomellina. A scrutini quasi completati, è questo il trend che emerge praticamente a ogni livello, con le schede sul lavoro approvate in media con percentuali superiori all’80%, mentre quella sulla riduzione degli anni necessari per prendere la cittadinanza italiana con percentuali di preferenza più vicine alla parità.

IN ITALIA A livello nazionale, la scheda numero 1, quella sul reintegro dei licenziamenti illegittimi, raccoglie l’89,06% dei sì, contro il 10,94% dei no; percentuali simili anche sulla scheda numero 2 sul limite alle indennità in caso di licenziamento (87,60% e 12,40%), sulla scheda 3 per la tutela dei contratti a termine (89,05% e 10,95%) e sulla 4, quella sulla responsabilità degli infortuni sul lavoro (87,36% e 12,64%). La forbice si amplia invece nella scheda numero 5, quella sulla cittadinanza, con il sì che raccoglie il 65,49% delle preferenze dei votanti contro il 34,51% dei no.

schede referendum

REGIONE E PROVINCIA Incentrando lo sguardo sulla Lombardia, le percentuali cambiano di poco, ma non invertono la tendenza: il sì vince per l’85,51% nella scheda 1; per l’84,13% nella scheda 2; per l’85,87% nella scheda 3; per l’84,12% nella scheda 4. La 5 invece incontra le preferenze del 63,03% dei votanti, più di 20 punti percentuali in meno rispetto agli altri quesiti. E in provincia di Pavia il divario si fa ancora più netto: i reintegri e la tutela dei contratti a termine (schede 1 e 3) ottengono il sì rispettivamente nell’86,01% e nell’8,02%, mentre i quesiti sui limiti all’indennità e la responsabilità degli infortuni (schede 2 e 4) raccolgono 84,48% e l’84,07%. La scheda sulla cittadinanza non raggiunge nemmeno il 60%: 59,51% le “x” sul sì, 40,49% quelle sul no.

LOMELLINA E in Lomellina? Mentre le schede sul lavoro raccolgono plebisciti, andando raramente sotto l’80% dei voti a favore, il quesito più divisivo è sempre quello sulla cittadinanza, tanto che in alcuni comuni vince addirittura il no. Bocciatura netta a Cozzo, dove 39 elettori contro 26, il 60% preciso, hanno barrato parere negativo; lo stesso si può dire di Langosco, con il 59,37% di no, di Confienza, 56,83%, di Castelnovetto, 53,15%, di Cassolnovo, 50,59%. Bastano tre voti (158 contro 155) per far prevalere il no anche a Palestro, mentre in alcuni centri il sì vince, ma di un soffio: sette a Robbio (537 per il sì, 530 per il no), due a Semiana (32 contro 30), uno a Suardi (41 e 40) e Valeggio (13 e 13), mentre è in perfetta parità il verdetto a Ferrera Erbognone, 92 voti per parte. Nel resto dei comuni, grandi o piccoli, percentuali nella media (Vigevano 55,09%, Mortara 54,26%, Garlasco 53,07%, Gambolò 54,97%) con qualche picco verso l’alto: a Breme scelgono il sì sulla cittadinanza ben il 73,28% dei votanti, seguita da Gambarana (66,67%), Torre Beretti (65,12%), Ceretto (63,41%), Sommo (62,41%), Zerbolò (62,25%). Percentuali simili a quelle dei comuni del Siccomario San Martino e Travacò, dove il sì sulla quinta scheda compare rispettivamente nel 63,31% e 67,74%.

Alessio Facciolo

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