Dal Camerun a Mede per rifarsi una vita e giocare a calcio

Il 15 giugno 2025 a Lampedusa c’era anche lui. Jean Didier Ossongo (37 anni, diplomato nel Genio civile) viene dal Camerun e ne è particolarmente fiero.

L’IDOLO ETO’O «È lo stesso Paese di Samuel Eto’o», spiega con un sorriso. E mentre l’ex bomber nero-azzurro si gode gli onori e gli oneri di presidente della Federcalcio camerunese, lui, Didier, si accontenta (si fa per dire) di giocare nel Lomellina Calcio, dove col ruolo di centrocampista destro nella sua prima stagione ha segnato 3 gol. «Ma negli allenamenti – racconta – ne faccio molti di più». A Lampedusa è arrivato in barca dalla Tunisia insieme ad altri 44 compagni di avventura. Che per poco non si è trasformata in tragedia. «Abbiamo viaggiato per tre giorni e tre notti, e l’acqua è finita dopo due giorni. Il terzo, quando eravamo ormai in acque italiane, il motore si è fermato e siamo stati in balìa delle onde. Grazie a Dio siamo stati soccorsi dalla Guardia costiera. Abbiamo avuto paura, perché il mare è più forte della terra, e si porta via tanti ragazzi». La permanenza a Lampedusa è durata due giorni; lì Didier e i suoi compagni hanno potuto rifocillarsi e cambiarsi i vestiti. Poi l’aereo per Milano, e dopo una tappa a Tortona l’arrivo in Lomellina, a Mede. Il lavoro è arrivato dopo, proprio grazie allo sport. «Sono un tifoso di un altro mio grande connazionale, Zambo Anguissa, che gioca nel Napoli: mi piace molto il calcio. Ogni giorno mi tenevo in esercizio correndo sulla circonvallazione esterna di Mede, ed è allora che quelli del Lomellina Calcio mi hanno notato. Mi hanno preso nella squadra e mi hanno anche aiutato a trovare un posto di camionista in raffineria a Sannazzaro. Mi trovo bene, sono tutti gentili con me». Come non esserlo, con chi ha lottato contro le avversità della vita? «Mia moglie è morta quattro anni fa, i miei genitori non ci sono più da dieci anni. Ho cinque figli (tre maschi e due femmine) che sono accuditi dai miei suoceri».

IL GUADAGNO Gran parte di quello che guadagna, Didier lo manda alla sua famiglia. Ma il guadagno più grande è il rispetto: che in Italia è arrivato anche col calcio. Nel giugno del 2026 Didier Ossongo è stato uno dei protagonisti dell’evento “Il calcio e la solidarietà”, organizzato in collaborazione con l’Ong “Medici con l’Africa” per raccogliere fondi a favore del Matany Hospital in Uganda. In quell’occasione ha raccontato la sua storia a una platea composta soprattutto da giovani, che hanno potuto apprendere come il talento sportivo si possa unire a progetti di cooperazione internazionale. Un talento che Didier condivide con tutta la squadra: «In aprile abbiamo battuto 4 a 1 la Bremese e siamo passati dalla terza alla seconda categoria». Un buon periodo per il Lomellina Calcio, di cui il nuovo arrivato ascolta spesso l’inno: «Campioni si nasce sfidando la sorte, alziamo le braccia gridando più forte, con il fango sulle scarpe giochiamo le carte». Una perfetta sintesi della sua storia, ancora tutta da scrivere. Anzi, da giocare.

Davide Zardo

Le ultime

Carovita / In Provincia è allarme lavoro povero

Contrastare la speculazione con azioni di controllo, rilanciare la...

Provocò l’incendio dove morì Roberto Iabichella: arrestato

Un uomo è stato arrestato questa mattina a Vigevano...

Osservatorio 04-09 / Lo squallido male

«Simone Weil dice che nell’immaginazione, nella finzione, il male...

Benzina e diesel alle stelle, in Lomellina pieno a 2.18 euro al litro

Il conto alla pompa è sempre più salato. Il...

Login

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui