Cartelle cliniche che occupano scaffali interi, referti stampati, dischetti con esami radiologici e documenti da scannerizzare a mano. È il ritratto di molti cittadini italiani, costretti ancora a muoversi tra faldoni e fogli di carta in un paese che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto digitalizzare tutto più di dieci anni fa.

DISILLUSIONE Dal 2012 esiste infatti il Fascicolo sanitario elettronico (Fse), lo strumento pensato per raccogliere in uno spazio digitale la storia clinica di ciascun cittadino, consultabile anche dai medici curanti. L’obiettivo era semplice ovvero semplificare la burocrazia, ridurre gli sprechi e garantire cure più rapide ed efficaci, ma la realtà è ben diversa. Ogni Regione ha costruito un proprio sistema, con regole e piattaforme differenti. Un limite che pesa soprattutto sui pazienti cronici e su chi si sposta per curarsi lontano da casa. Le informazioni non viaggiano con il malato, ma restano confinate nei confini regionali, trasformando la digitalizzazione in un labirinto di archivi non comunicanti.
TERRITORIO Limiti ben percepibili anche a livello locale. «Il fascicolo dovrebbe contenere le diagnosi principali del paziente – spiega Giorgio Rubino, medico di medicina generale e presidente di Amf Vigevano e Lomellina – tra questi ipertensione, diabete, malattie croniche, insieme ai farmaci assunti e agli esami eseguiti, ma in realtà è poco più di un elenco disordinato di referti, spesso incompleti. Basti pensare che molte strutture non caricano ancora sistematicamente gli esami e non tutti i pronto soccorso inseriscono i referti». Un lavoro di inserimento che inizialmente era previsto per i Mmg.
Se dovessimo inserire tutti i dati sarebbe impossibile – continua Rubino – Servirebbe una funzione automatica nella cartella clinica che con un click invii le informazioni al fascicolo.
BARRIERE Per superare queste barriere, nel 2023 il Ministero della Salute ha rilanciato il progetto con un investimento di 1.3 miliardi di euro del Pnrr. L’obiettivo è realizzare entro il 31 marzo 2026 il Fascicolo sanitario 2.0, un archivio unico nazionale, pienamente operativo in cui tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, dovranno caricare i referti entro cinque giorni dalla prestazione. Ma a pochi mesi dalla scadenza, l’opera appare ancora incompiuta e solo quattro dei sedici documenti previsti risultano oggi disponibili ovunque, tra questi lettera di dimissione ospedaliera, referti di laboratorio e di radiologia e verbale di pronto soccorso. Anche tra i cittadini la conoscenza del fascicolo resta limitata. Solo due italiani su dieci lo hanno consultato. Si parla del 65% dell’Emilia-Romagna fino all’1% delle Marche. Numeri poco incoraggianti, dato che appena il 42% della popolazione ha espresso il consenso all’accesso da parte dei medici, rendendo di fatto il sistema poco utile negli ambulatori e negli ospedali. «Il problema è culturale – sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe parlando alla trasmissione PresaDiretta, lo scorso 21 settembre – Solo il 5% dei medici di base ha compilato il profilo sanitario sintetico dei propri assistiti».
DEBOLEZZA Secondo la rivista The Lancet Regional Health, la frammentazione dei dati è una delle principali debolezze del Ssn, perché limita la possibilità di garantire cure uniformi e tempestive. Lo stesso ministro Orazio Schillaci ha riconosciuto alla Camera che non si tratta solo di un problema tecnico, ma di un ostacolo concreto all’accesso alle cure. All’estero, intanto, qualcuno ci è già riuscito. In Danimarca, ogni cittadino può accedere con un’app a tutta la propria storia sanitaria. «I dati accompagnano ogni persona dalla nascita alla morte – spiega Morten Petersen, direttore di sundhed.dk, intervistato sempre dalla trasmissione PresaDiretta – La digitalizzazione rende la sanità più democratica, in cui i cittadini condividono le stesse informazioni dei medici e partecipano alle decisioni». Un modello che funziona perché fondato sulla fiducia ed è forse proprio questa la cura che manca di più alla sanità digitale italiana.
Rossana Zorzato

