Una tempesta di grandine su Vigevano e Lomellina

Auto bollate, vetri rotti e danni agli edifici: è ancora in corso la conta dei danni provocati dalla violenta grandinata che, nel tardo pomeriggio di venerdì, ha colpito Vigevano e la Lomellina. Il 2024 è all’insegna di una marcata piovosità: sono 893 i millimetri di precipitazioni cumulate da gennaio a maggio rilevati da Arpa Lombardia, a fronte di una media 2006-2020 di 507 (+76%). Nei prossimi mesi estivi la situazione dovrebbe stabilizzarsi e le piogge dovrebbero essere «intorno alla norma», per poi tornare «superiori» in ottobre, con temperature più alte della media del mese ad agosto, settembre, ottobre.

I DANNI Sulla città ducale, in attesa di un meteo più clemente, la tempesta della scorsa settimana si è abbattuta con particolare violenza. «Dopo la forte grandinata – spiega il sindaco Andrea Ceffa – il personale comunale sta verificando danni agli edifici. Al momento sono stati attestati diversi vetri rotti al palazzo comunale, alla sala Pertini e in qualche palestra. La grandine ha rotto anche i portalampada dei lampioni della piazza Ducale. Nei prossimi giorni avremo informazioni più dettagliate sulle altre strutture. Purtroppo sono molte anche le segnalazioni pervenute dai cittadini di danneggiamenti di autovetture e cose». Tra i luoghi pubblici, anche il cimitero urbano è stato colpito: molti i rami spezzati e i danni alle tettoie e alle tombe segnalati dai frequentatori del camposanto. Innumerevoli i danneggiamenti a case e automobili private:

tra i luoghi di culto, da segnalare anche le vetrate rotte alla parrocchia di Fatima, in corso Torino.

IN LOMELLINA Sono stati contenuti i danni per il maltempo in questi giorni a Cassolnovo. Solo un albero è caduto sulla strada per raggiungere la frazione Villanova all’altezza della cascina Monterosso. A causa dell’incidente è stato necessario interrompere il passaggio delle auto lungo la strada. Sul posto per mettere in sicurezza la strada sono intervenuti gli uomini della Protezione Civile. Tra le vittime “illustri” del nubifragio di venerdì c’è Pietro Ghiselli, sindaco di Sartirana, dove si contano i danni più ingenti sul territorio. «Un pino secolare si è abbattuto su un tetto di casa mia – racconta il primo cittadino – mentre al campo sportivo il tetto degli spogliatoi è stato scoperchiato e un muretto in cemento è crollato. In via Roma sono caduti dei rami, in campagna molti alberi sono finiti sui raccolti di mais, in piazza sono volati via i cartelli per i manifesti elettorali, sono state danneggiate le antenne di due telecamere.

Cimitero Vigevano

Abbiamo fatto alla Regione una richiesta di danni, che ammontano a qualche decina di migliaia di euro». Alberi caduti anche a Mede in via Cagnoni, viale dei Mille, viale Unione Sovietica, strada per Gambarana, viale Primo Maggio. La situazione ha avuto uno strascico, dato che il temporale ha danneggiato l’impianto elettrico della rete idrica, causando la mancata erogazione dell’acqua, che è tornata a scorrere nelle tubature solo verso mezzogiorno. A Valle tre alberi sono caduti al santuario della Madonna di Casaletto, mentre una pianta è stata spazzata via alla cascina Prevostina e altre due sono state divelte al monumento dei Caduti.

CHI SI E’ SALVATO Nessun danno di rilievo a Mortara a seguito del maltempo del 21 luglio. «Fortunatamente siamo stati risparmiati – afferma Ettore Gerosa – solo qualche albero abbattuto tra la nostra città e Parona». Il nubifragio ha risparmiato i comuni pavesi: «A San Martino non abbiamo assistito a nulla di allarmante», riferisce il sindaco Andrea Viola. Nessuna critcità a Cava Manara, «non ha neppure grandinato», spiega il sindaco Silvia Montagna, Zinasco e Travacò.

Ab, Gds, Af, Ev, Dz

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