Comunità straniere / Aumentano i copti in Lomellina

I copti scelgono Vigevano e la Lomellina. Si tratta di un segno positivo registrato dalla comunità copta che, nel corso degli ultimi anni, ha visto un aumento della popolazione all’interno del territorio.

A favorire questa scelta sono sicuramente i prezzi immobiliari inferiori rispetto al territorio milanese, ma soprattutto la presenza della chiesa copta, importante punto di riferimento per tutti i fedeli. 

LA SCELTA «La nostra comunità sta aumentando perché Vigevano è una città bella e calma – commenta padre Daniele Makary, della chiesa copta – così come Mortara e Parona. Sicuramente le persone scelgono di vivere qui perché gli affitti e le case costano meno rispetto a Milano, ma il fatto che ci sia una linea ferroviaria che colleghi queste città al capoluogo rende più semplice lo spostamento dei lavoratori a Milano, dove ci sono più possibilità lavorative». Da questo punto di vista, quindi, padre Makary si sente di escludere punti negativi da attribuire a Vigevano e alle realtà limitrofe, anzi sottolinea ancora una volta come ad essere positivo sia anche il rapporto con le altre confessioni religiose. «Qui ci troviamo bene perché anche il rapporto con le altre comunità è davvero buono. – continua padre Daniele – Siamo infatti in costante contatto con cattolici, musulmani e ortodossi con i quali ogni mese ci riuniamo».

Facciamo degli incontri insieme ai rappresentanti religiosi del territorio, con cui abbiamo stretto una bella amicizia.

VICINANZA Tuttavia una delle ragioni più importanti per cui la comunità copta è aumentata nel nostro territorio è la presenza di un luogo di culto, fulcro della vita dei fedeli. «Di solito, prima di stabilirsi in una determinata città – racconta il religioso – le persone verificano prima che sia presente. Se sì, a quel punto decidono di stabilirsi definitivamente». Non si tratta solo di un fatto religioso, la chiesa copta rappresenta un vero e proprio punto di riferimento e di vicinanza per i fedeli. «Questa scelta viene fatta soprattutto per i bambini – continua padre Makary – che così hanno la possibilità di crescere nella chiesa e di viverla come rifugio di preghiera, ma anche per gli adulti che sanno come la nostra chiesa sia aperta tutti i giorni, dal mattino fino alla sera. Vogliamo che la chiesa sia per tutti i fedeli sinonimo di vicinanza». Un concetto che il sacerdote sottolinea ricordando un versetto della Bibbia: «“Il nome di Dio è un cuore grande” e il cuore dei fedeli si sente al sicuro in quello grande della Chiesa e della fede».

Rossana Zorzato 

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