Dsa, anche da adulti strategie compensative

Anche gli adulti necessitano di strumenti di sostegno per i Dsa. L’ultima puntata del viaggio de L’Araldo nel mondo dei Disturbi specifici dell’apprendimento si concentra su un tema poco trattato – l’influenza di disortografia, disgrafia, discalculia e dislessia non più tra i banchi, ma nella vita adulta – e rappresenta l’occasione per un bilancio di quanto emerso nelle precedenti. Un percorso che è possibile tracciare insieme a Laura Landi, psicologa e psicoterapeuta specializzata in neuropsicologia dello sviluppo, titolare del Centro per l’età evolutiva Apprendinsieme, collaboratrice di Gipa “Iride” (Istituto italiano di ricerca per la dislessia evloutiva), tutor di tirocini e master universitari presso gli atenei di San Marino, Pesaro-Urbino, Padova, Modena, con una vasta esperienza sia nel campo specifico dei Dsa sia nella formazione dei professionisti dell’educazione che li devono affrontare in classe.

ADULTI DSA Una volta terminato il corso di studi infatti gli alunni con Disturbo specifico dell’apprendimento si devono confrontare con il mondo del lavoro. Le difficoltà di apprendimento, che possono rendere complicato l’approccio con il mondo della scuola, non scompaiono e questo comportare l’uso di alcuni strumenti compensativi anche nel mondo del lavoro, ad esempio la sintesi vocale in supporto alla lettura. «Capita – spiega Landi – che alcuni adulti ci chiedano come riuscire a conciliare la propria attività lavorativa con i disturbi dell’apprendimento. I Dsa possono fare qualsiasi lavoro. Certo in alcuni casi sorgono delle difficoltà in più ed è importante riuscire a trovare il giusto modo per farvi fronte». Certo ci sono professioni che richiedono una maggiore attenzione, a puro titolo di esempio quelle sanitarie, soprattutto quando si devono memorizzare dati e informazioni nel giro di breve tempo.

EVOLUZIONE Landi ormai da anni si occupa dei Disturbi specifici dell’apprendimento svolgendo attività clinica, ma anche formazione nelle scuole e ha potuto osservare come è cambiato il mondo dei Dsa dopo il 2010, quando è stata approvata la legge 170, che norma la diagnosi clinica dei Dsa e gli interventi didattici previsti nella scuola. «Con l’approvazione della legge – continua Landi – c’è stata maggiore chiarezza rispetto ai provvedimenti da adottare e maggiore sensibilità da parte degli insegnanti. Nella maggior parte dei casi hanno avuto la volontà di recepire queto tipo di innovazione». Anche gli insegnanti hanno dato una risposta positiva.

Possiamo dire – continua Landi – che da subito con gli insegnanti si è sviluppata per lo più una buona collaborazione e hanno recepito la nuova legislazione, soprattutto nella primaria. Nel corso di questi 15 anni che lavoriamo con continuità con le scuole, spesso i docenti stessi sono i primi a segnalarci le difficoltà e le problematiche eventuali.

FALSE CERTIFICAZIONI L’altro tema su cui c’è dibattito è quello delle “false certificazioni”, in cui anche l’inchiesta proposta da L’Araldo si è imbattuta. «Non so se ce ne possano essere – spiega – certo è che non è così semplice farle. I protocolli sono molto restrittivi e dal mio punto di vista devo dire che non mi sono mai imbattuta in una di queste “false certificazioni”. Gli stessi genitori sono i primi ad avvicinarsi a questa materia in modo rigoroso e con attenzione». In parte, stando alle testimonianze raccolte, risulta in buona parte superato quello che è lo stigma sociale che un tempo toccava i ragazzi che presentano un Disturbo specifico dell’apprendimento. «Possiamo dire – continua Landi – che molte cose sono cambiate nel giro degli ultimi anni, grazie anche all’Associazione Italiana Dislessia, ma certamente permangono delle criticità, ad esempio nelle scuole secondario di secondo grado. Sono molti i docenti che oggi riescono a gestire bene questo tipo di dinamiche, ma non è sempre facile né per gli studenti né per i genitori». Anche per questo gli psicologi e gli educatori stanno lavorando nelle scuole per riuscire a far conoscere sempre di più un fenomeno, che è sempre più riconosciuto.

L’INCHIESTA È stato anche il senso del viaggio condotto da L’Araldo in queste quattro puntate dedicate ai Dsa, nelle quali si è cercato di mostrare ai lettori come funziona la legge 170, che li ha introdotti ufficialmente e normati, che cosa disortografia, disgrafia, discalculia e dislessia, cosa bisogna fare per ottenere una certificazione, ma anche quelle che sono le criticità: da diagnosi poco chiare o frutto di “copia-incolla” che vanificano alla base il concetto di didattica personalizzata, passando per Piani personalizzati generici che non tengono conto della specificità del singolo studente, per concludere con le lunghe liste di attesa sul territorio per chi vuole svolgere l’iter tramite il Servizio sanitario nazionale. Almeno sei mesi al Civile di Vigevano, non meno di due anni per un centro specializzato di livello nazionale come la Fondazione Mondino di Pavia. Nel privato si può fare prima, ma i costi possono andare dai 300 agli 800 euro a seconda delle visite, dei test e del Centro a cui ci si rivolge. La strada percorsa dal 2010 è impressionante, ma per far sì che il cammino non si fermi è necessario affrontare e non nascondere anche quelle che possono essere isolate criticità.

Andrea Ballone
(ha collaborato Gds)

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