Laudate Deum / Don Pedroli: «Il discorso ecologico è una questione sociale»

Un intero capitolo dell’esortazione apostolica “Laudate Deum” è dedicato ai cattolici e alle “Motivazioni spirituali” che spingono i cristiani a non rimanere fermi né negare il cambiamento climatico. «Non voglio tralasciare di rammentare le motivazioni che scaturiscono della loro fede», scrive papa Francesco, che nel paragrafo 14 stigmatizza il negazionismo in ambito cattolico. L’Araldo ha chiesto di commentare i passaggi più legati ai riferimenti biblici a don Luca Pedroli, sacerdote della diocesi di Vigevano e docente del Pontificio Istituto Biblico di Roma.

Quali sono le novità derivanti dall’esortazione?

«Il documento si colloca in scia all’enciclica “Laudato si’” sulla cura della casa comune del 2015: a distanza da questo documento, ci si è accorti che non abbiamo preso sul serio gli allarmi e il peggiorare della situazione ambientale, come pure il rapporto dell’uomo con il Creato e di conseguenza anche con gli altri. Papa Francesco, nell’esortazione apostolica, inizia con un riferimento biblico fondamentale: ci ricorda come nei primi capitoli della Genesi il Creato affiora come un dono di Dio all’uomo. Certo, l’uomo è creato come compimento del mondo, quasi come principe all’interno del giardino della creazione, però non come proprietario, ma come un dono che diventa per l’uomo un compito, quello di rendere il Creato fecondo, custodendolo con gratitudine e rispetto. Però l’uomo tende sempre a un delirio di onnipotenza e quello che lo circonda pensa dipenda da lui e possa fare quello che crede: dalla custodia grata e rispettosa si passa all’usurpazione e allo sfruttamento con l’inevitabile riflesso all’interno della società, in quanto, oltre allo sfruttamento, pochi pensano di avere in mano tutto. A fronte di questi pochi ci sono tanti che rimangono con poco o niente. Il discorso ecologico finisce per diventare una grossa questione sociale. Papa Francesco con questo documento vuole invitarci a prendere sul serio l’enciclica precedente a fronte dei nuovi risvolti sia legati al clima e allo sfruttamento di risorse, ma anche del risvolto sociale che ne deriva, dove emergono situazioni di oppressione e di ingiustizia. Il Papa si rifà allo sfondo bilico, per dire come il legame sociale ed ecologico camminano insieme».

Don Pedroli
Don Luca Pedroli

Perché i temi dell’ecologia e dell’ambiente sono considerati anche temi di fede?

«Il papa parte dalla prospettiva biblica proprio perché il tema ecologico non è un discorso meramente politico, ma è una questione radicata nella fede di ciascuno, in quanto nella cura del Creato esprimiamo il rapporto con Dio e con i fratelli: con Dio perché tutto dipende da lui e a lui rispondiamo, con i fratelli perché il dono ricevuto sia condiviso».

Quindi l’attenzione per il Creato emerge in maniera importante nella Scrittura.

«Certamente Gesù stesso riprende questo nel suo insegnamento: più volte il Signore cerca di farci capire che è necessario ridimensionarci, non siamo noi Dio! Non possiamo decidere nemmeno su un capello, o di come il passero si nutre a prescindere da noi… tutte immagini che ci dicono che il creato è un dono meraviglioso derivante da Dio che dobbiamo rispettare e da lì dobbiamo renderne conto a Dio e ai fratelli».

don Paolo Butta

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