La notizia ha da subito alleggerito gli animi e rassicurato i portafogli degli italiani, ma parlare dell’abolizione definitiva del bollo auto è impreciso. Il decreto-legge 162 dello scorso 17 settembre, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha introdotto un punto di svolta per il 2027 che vedrà l’esenzione dalla tassa automobilistica solo a determinate categorie di veicoli. Una misura temporanea, almeno per il momento, e con requisiti ben precisi che escludono una parte dei proprietari di automobili e motocicli.
DETTAGLI Entrando nel caso specifico delle autovetture, l’esenzione riguarda le persone fisiche che nel 2027 risultano soggette al bollo per una o più auto alimentate a benzina o gasolio, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione, con potenza non superiore a 80 kW, circa 109 cavalli. Ma attenzione perché il beneficio riguarda un solo veicolo che deve essere regolarmente assicurato. Nel caso invece una persona possieda più auto che rispettano i requisiti, l’esenzione si applica a quella con la potenza più bassa; a parità di potenza invece a quella con il bollo più basso. La regola vale per i versamenti la cui scadenza ordinaria cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027 e non è quindi necessario acquistare l’auto nel 2027, ma conta la scadenza del pagamento. E se la parola “auto” può far cadere in tranello, è bene sapere che il decreto prevede un’esenzione anche per motocicli e ciclomotori a benzina, con condizioni specifiche e anche in questo caso il beneficio è limitato a un solo veicolo. Per i motocicli invece l’esenzione non spetta se il proprietario è già soggetto al bollo per un’autovettura con potenza pari o inferiore a 80 kW.
RISPARMIO Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la platea potenziale è di 24.6 milioni di persone, basti pensare che nella sola Lombardia sarebbero circa 3.9 milioni, mentre nella vicina regione Piemonte si parla di circa 1.8 milioni. Numeri che spiegano l’impatto potenziale della misura, ragion per cui non mancano i dubbi e le perplessità sulla sua durata e sulla copertura finanziaria. Il decreto prevede infatti l’esenzione solo per il 2027, mentre il Governo punta già a renderla strutturale con la prossima legge di Bilancio. Nel frattempo, come evidenziato dal quotidiano il “Sole 24 Ore”, l’intervento vale 2.362 miliardi e prevede 2.2935 miliardi di trasferimenti alle Regioni per compensare il minor gettito. E se per il 2027 alcuni italiani tirano un sospiro di sollievo, resta da capire se la misura potrà diventare permanente e soprattutto con quali risorse.
Rossana Zorzato

