Maltempo / Il prezzo da pagare per il cambiamento climatico

Il ciclone che ha devastato Vigevano e la Lomellina così come molte altre zone del nord Italia non è un fenomeno isolato e si collega sia alla tromba d’aria dello scorso luglio sia alla siccità senza precedenti dell’estate 2022, tutte tracce degli effetti del cambiamento climatico globale su scala locale. Si tratta di fenomeni che hanno ricadute sempre più determinanti sul territorio e rispetto ai quali tanto la popolazione quanto le istituzioni si dimostrano impreparati, nonostante siano destinati a far parte in maniera duratura del nuovo regime climatico della pianura Padana.

PIOGGE INTENSE «La scienza indica che l’aumento del riscaldamento globale rende i fenomeni estremi di precipitazioni più frequenti. – spiega il professor Stefano Caserini, ingegnere ambientale e docente presso il Politecnico di Milano – Pertanto, le piogge intense che prima avevano tempi di ritorno molto più lunghi, con l’aumento del riscaldamento globale diventano più frequenti a causa della forte concentrazione di umidità nell’aria». Umidità che è una vera e propria fonte di energia per questo genere di precipitazioni estreme che caratterizza sempre di più il settentrione italiano. «Il termine tropicalizzazione è impreciso – continua Caserini – quello che posso dire è che c’è un aumento degli episodi estremi legati alle precipitazioni, collegati alle forte ondate di calore. Sembrano due fenomeni distinti, ma in realtà più vi sono alte temperature e più ci sarà evaporazione. L’aria calda contiene umidità che di fatto è un combustibile per le precipitazioni e i temporali. Si tratta quindi di maggiore energia nel sistema climatico che fa in modo che quando piove ci sia molta più acqua da scaricare».

GESTIONE Una serie di fenomeni che rendono impreparate le istituzioni, così come la popolazione stessa. Temi su cui sarebbe necessario maggiore sensibilizzazione ed educazione. «Il carattere così distruttivo di queste precipitazioni – racconta l’ingegnere ambientale – risiede nel fatto che le nostre opere idrauliche non sono state progettate per piogge così frequenti, che soprattutto sono caratterizzate da una portata d’acqua molto più intensa rispetto al passato. Su questo la scienza ha chiarito come già su molte zone si comincino a vedere i segni di intensificazione delle piogge, precipitazioni che vedranno accentuarsi con il conseguente aumento del riscaldamento climatico». Si tratta quindi di una serie di fenomeni per cui si può intervenire con una buona sensibilizzazione, ma in particolar modo, con una giusta prevenzione. «Pianificazione e prevenzione sono le due parole chiave per poter affrontare al meglio episodi di questo genere – conclude Caserini – Pianificare a livello comunale, sapere quali sono le aree più critiche e quindi avere un piano di intervento che permetta di avere delle priorità in modo che, quando ci sono situazioni critiche, si possa avere un vero e proprio piano di adattamento ai cambiamenti climatici legati ai piani di protezione civile».

Rossana Zorzato

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