Nove mesi alle comunali, ma la corsa è già iniziata

Anche se mancano 9 mesi, è tutt’altro che una dolce attesa. E neppure di attesa si può parlare: la campagna elettorale per le prossime elezioni comunali è già iniziata. Ha aperto le danze la Lega, lanciando la corsa per il secondo mandato di Andrea Ceffa a Vigevano, ha risposto presente il Pd, con un segretario nazionale che per la prima volta apre la campagna elettorale in città, ma la partita non è solo ducale, perché si voterà lo stesso giorno a Vigevano, Mortara e Voghera. Tolto il capoluogo, i tre comuni più importanti della Provincia.

Andrea Ceffa
Andrea Ceffa

UNITÀ «Lei parla parla, ma quando io mi presenterò agli elettori con quello che è stato fatto, tutto quello che dite si scioglierà come neve al sole». Così ha rotto gli indugi per primo Ceffa rispondendo in consiglio comunale ad Alessio Bertucci del Pd nella seduta di luglio, una candidatura che ha trovato il pronto sostegno del partito dell’attuale primo cittadino, la Lega: «Ceffa è automaticamente il candidato – ha chiarito il segretario cittadino e consigliere regionale Andrea Sala – Ha diritto a esserlo. È sempre stato così e fa parte di quelle regole che vanno assolutamente rispettate. E non solo: è coperto politicamente in modo pressoché totale dalla Lega, a partire dai vertici, Salvini e Romeo, e dalla base, che è compatta intorno a lui. Dirò ancora di più, a settembre faremo un direttivo sulla sua candidatura e inizieremo ufficialmente la campagna elettorale». Non hanno aspettato tanto i Dem, che venerdì scorso hanno aperto la corsa direttamente con Elly Schlein ospite alla Festa democratica a Piccolini:

Da stasera parte la campagna elettorale per vincere le elezioni a Vigevano. E ce la faremo.

Ci saranno solo loro in corsa nella città ducale? Presto per dirlo – ci sono movimenti ai fianchi, ma tradurli in liste diventa sempre più complicato per la difficoltà di trovare persone disposte a mettersi in gioco – di certo Sala da una parte e Schlein dall’altra si sono appellati alla compattezza, in nome degli accordi regionali e delle regole il primo (anche se di solito si appella alle regole chi teme di vederle infrante) e della vocazione «testardamente unitaria» la seconda.

INCOGNITA MORTARA Tuttavia la partita non sarà cittadina, ma provinciale e questo determinerà un interesse specifico almeno dei vertici regionali. Partendo da chi al governo c’è già e punta a restarci, Voghera dovrebbe essere appannaggio di Fratelli d’Italia, Vigevano della Lega, Mortara si vedrà perché oggi FdI è al governo mentre gli Ex Lumbard e Forza Italia sono all’opposizione e i primi hanno annunciato di voler proporre una propria candidatura. Fi farebbe da portatore d’acqua della coalizione senza un candidato? Proprio la situazione degli Azzurri anima anche la politica ducale.

CRONISTORIA Bisogna però ricordare le tappe. Vigevano è all’attenzione dei vertici regionali e nazionali del centrodestra a partire dalla “congiura di Sant’Andrea” e dall’inchiesta che ha visto indagato Ceffa (ai domiciliari per sei mesi), con il sindaco poi rinviato a giudizio e in attesa di processo (che sarà tema di campagna elettorale, anche se la sentenza arriverà presumibilmente dopo il voto visto che la prima udienza sarà il 4 dicembre). Un anno fa, dopo l’applicazione della misura cautelare al primo cittadino, la giunta era arrivata a un passo dal commissariamento; sarebbe bastato che la minoranza avesse votato compatta contro il bilancio, ma a quel punto qualcuno si è ricordato che a Vigevano c’era un partito che aveva un gruppo in maggioranza e uno in opposizione: Forza Italia, che rischiava di far cadere una giunta in quel momento retta dal vice sindaco Marzia Segù. Di che partito? Anche se ora la si definisce «un fiore senza vaso», Segù era ed è di Forza Italia, anche se vicina al deputato Alessandro Cattaneo, rivale interno del coordinatore provinciale Antonello Galiani.

AZZURRI Nei mesi successivi il partito ha avuto un’evoluzione notevole, i consiglieri eletti in lista Fi sono transitati nel gruppo “Noi Moderati” (anche per salvare un assessore, poi perso) ma non sono stati seguiti da Segù, il loro posto è stato preso da consiglieri “ortodossi” (cioè fedeli alla linea provinciale), nondimeno due dei quali partecipanti alla “congiura” contro il sindaco che ora sostengono (Onori e Garifullina, il cui marito Boccalari è diventato assessore) e uno in origine di opposizione (Squillaci). Basterà questo equilibrio precario per garantire i patti siglati a Milano?

TUTTI PER UNO Sul fronte del centrosinistra invece la presenza di Schlein a Vigevano segnala almeno la volontà di provarci. Un elemento di novità potrebbe essere la compattezza, visto che per la prima volta dai tempi di Fiorella Boccagni (1993) l’intenzione sembra quella di correre tutti insieme: Pd, Polo Laico, M5S, forse perfino la sinistra e i riformisti. La città ducale di nuovo contendibile dopo 25 anni? Dipenderà anche dalla scelta del candidato. Rossella Buratti, a lungo corteggiata, non ha mai sciolto la riserva e potrebbe fare un passo indietro per ragioni personali. Si potrebbe quindi essere costretti a cercare un altro nome, meglio se civico vista l’allergia di gran parte della coalizione a un profilo “politico”. Non abbondano, ma un paio di profili d’esperienza e competenza ci sono e non sarebbe impensabile coinvolgerli, a patto di muoversi per tempo. Chissà, il campo largo ha il “vaso”, Segù il “fiore”… fantapolitica d’estate. Ma la campagna elettorale è già iniziata.

Giuseppe Del Signore

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