Un posto dove ci si sente a casa: questi sono gli oratori visti attraverso gli occhi di chi li vive.
Animatori che organizzano giochi, attività con lo scopo di trasmettere insegnamenti e suscitare riflessioni nei ragazzi con i quali danno vita ad un vero e proprio percorso propedeutico.
«Svolgere il compito di animatore richiede grande responsabilità – afferma Francesca Zai, animatrice della parrocchia Beata Vergine Addolorata – ed è un impegno che porto avanti da anni. Condividere tanto tempo con i bambini, anche se molto stancante, riempie il cuore di gioia e ci permette di conoscere meglio il loro mondo. Questa esperienza, in particolare, mi ha aiutato a crescere e maturare in un ambiente genuino e pieno di ragazzi che, come me, offrono gratuitamente tempo e amore verso gli altri».
EDUCARE Giochi, laboratori, ruoli e materiali. E’ così che l’Addolorata si sta preparando alla stagione estiva. «In queste settimane – prosegue Zai – ci troviamo ogni domenica per i soliti incontri, ultimamente incentrati sul Grest, dal 3 luglio al 28. I ragazzi che partecipano sono molti, circa 80 tra animatori e aiuto animatori (dai 12 ai 18/19 anni)». Quest’anno inoltre è prevista una novità: «Abbiamo organizzato diversi laboratori come teatro, lavoretti, sport, giochi in scatola, balletti; ogni giorno i bambini possono scegliere a quale partecipare». Anche l’Oratorio Negrone è ricco di attività e laboratori, pensati per i più piccoli e per i più grandi. L’apprendimento è promosso attraverso una varietà di strumenti, che spaziano dai giochi da tavolo ai laboratori tecnologici, dall’arte digitale e tradizionale alla danza, alla musica e alle discipline sportive. L’intrattenimento diventa un mezzo per stimolare la crescita dei ragazzi. In questo contesto l’Oratorio è dotato di un ampio ventaglio di risorse, sia tecnologiche che non, come stampanti 3D, console DJ, impianti audio-video e luci, tavolette grafiche, tutte accompagnate da personale specializzato per insegnare il loro utilizzo.

PER TUTTI «C’è anche una particolare attenzione alla gestione delle fragilità – spiega Gabriel Medina, animatore del Negrone – il nostro oratorio è infatti riconosciuto per la sua capacità e disponibilità a sostenere e accogliere le persone con Bisogni Educativi Speciali (Bes). Questo avviene attraverso un approccio educativo personalizzato e il supporto di personale specializzato, che assicura la piena partecipazione di ogni giovane alle attività proposte. L’importanza dell’esempio è un credo fondamentale per noi. Cerchiamo di insegnare ai nostri giovani il valore della cooperazione per promuovere la crescita e l’educazione, operando come un’unica grande squadra». La parola d’ordine è entusiasmo. «Ci prepariamo per l’evento del Grest che quest’anno vede la partecipazione di 140 bambini, 45 AiutoAnimatori (dai 13 ai 15 anni) 43 Animatori (dai 15 ai 18 anni). Più che un evento, il Grest è un’esperienza unica per i giovani partecipanti, un’opportunità fondamentale per crescere e apprendere insieme, giocando e condividendo esperienze».
UNA FAMIGLIA «Essere animatori significa mettersi al servizio dei ragazzi per aiutarli a crescere – spiega invece Luca Guallini, della Parrocchia della Madonna di Fatima – trasmettendo loro la capacità di amare e servire gli altri». Anche a Fatima gli animatori si impegnano a trasmettere un messaggio educativo. «L’oratorio, tralasciando il periodo estivo, sta andando molto bene. Il gruppo dei più grandi, di cui faccio parte anch’io, cerca sempre con mille espedienti e attività di coinvolgere i più piccoli in tante iniziative. L’intento è quello di avere sempre e comunque un gruppo di animatori e persone che possano portare avanti la vita dell’oratorio. Faccio parte di questa squadra da quando avevo 6 anni. Se mi viene chiesto come mi ci trovo, dico semplicemente che mi sento a casa».
Edoardo Varese

