Referendum / Vigevano è “sì”: messaggio per le comunali?

A Vigevano il “sì” per l’approvazione del referendum costituzionale ha raggiunto oltre il 58% delle preferenze: agli analisti il compito di capire se questo risultato sia un messaggio anche in vista delle comunali.

LE REAZIONI Secondo il sindaco Andrea Ceffa, Lega, «il 58.3% del “sì” è un ottimo risultato che conferma l’orientamento politico del territorio. Il referendum non avrebbe dovuto essere politico, solo che alla fine lo è diventato e non si è discusso a livello tecnico. In senso politico, il risultato è molto buono e rispecchia un andamento positivo del centrodestra. Su una lettura più ampia, a livello nazionale abbiamo perso perché è mancato un approfondimento nel merito. Era già successo con la devolution, il paese si è spaccato in due e la prevalenza del “no” si è registrata al sud. Questo succede con le riforme a livello costituzionale». Forza Italia e Fratelli d’Italia però tengono separato l’ambito politico, quindi le amministrative in programma il 24 maggio, dalla riforma sulla giustizia: «Il referendum non era sulla politica, ma su un dato costituzionale – spiega Antonello Galiani, segretario provinciale dei forzisti – a livello locale non cambia nulla, ma non sarebbe cambiato nulla nemmeno se avesse vinto il “sì” a livello nazionale». Della stessa linea Paolo Iozzi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia:

Il tema delle amministrative è una situazione diversa, che va individuata in altri ambiti, non certo nel risultato del referendum. Rispettiamo comunque la scelta dei cittadini, sperando che tutti si siano informati sul contenuto della riforma, ovvero la giustizia, non la politica, non il governo Meloni.

FESTA A SINISTRA Sul fronte opposto, nonostante il “no” in città si sia fermato al 42%, Marco Vassori, segretario del Partito democratico ducale, si dice «contentissimo che i vigevanesi e i pavesi siano tornati a votare. Era importante la partecipazione, la nostra Provincia ha dato un chiaro segnale in questo senso. Faccio i complimenti ai dipendenti comunali dell’ufficio elettorale per come ha gestito la grande affluenza. A livello nazionale naturalmente sono contento che abbia prevalso il “no”. Il messaggio che è uscito fuori è chiaro: la maggioranza degli italiani ha deciso di difendere la Costituzione e la democrazia». Silvia Baldina, capogruppo del Movimento 5 Stelle invece dà una lettura politica rivolta alle elezioni di maggio: «Se guardiamo ai numeri locali dobbiamo essere onesti. I risultati confermano che sul territorio c’è ancora molto lavoro da fare se vogliamo scardinare il centrodestra e portare il cambiamento. Il voto nazionale però conferma che un fronte comune è l’unica alternativa vincente alla destra. Certo c’è un dato che brilla sopra gli altri e che merita il nostro più sentito plauso, vale a dire un’affluenza record. I cittadini hanno risposto con una grande presenza alle urne: è anche da questo che dobbiamo ripartire».

Edoardo Varese

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