Più di duemila studenti pavesi in quarantena.
E’ la quota più alta toccata sin qui, con 2089 giovani in isolamento fiduciario, il 41.8% in più della scorsa settimana, cui si aggiungono 41 operatori scolastici (dati al 09-03).
Si tratta di una cifra che andrà a diminuire nei prossimi giorni, perché la ripresa della didattica a distanza anche tra i più piccoli renderà superfluo isolare gruppi di studenti entrati in relazione con un positivo o con qualcuno che ha avuto un contatto stretto con un contagiato. Un trend che sembra accompagnare più che accentuare quello generale dell’epidemia e del resto è comprensibile visto che la scuola è inserita nello stesso contesto in cui si muove anche il virus.
IN ORDINE Gli alunni che sono a casa non per la sospensione della didattica in presenza, ma per precauzione, sono in aumento in tutti i livelli scolastici, tranne che nella materna, dove sono passati da 330 a 278 (-15.8%). Decisamente di segno opposto il passo delle superiori, da 214 a 459 (+114.5%), delle elementari, da 468 a 783 (+67.3%), e delle medie, da 461 a 569 (+23.4%), mentre insegnanti, educatori e collaboratori costretti tra le pareti domestiche sono in calo, da 54 a 42. In ogni caso occorre ribadire che non si tratta di malati, ma di persone in isolamento perché potrebbero essere state “troppo vicine” a qualcuno col Sars-CoV-2.

CONSEGUENZE In uno scenario come questo la prima vittima del ritorno alla didattica a distanza sono le prove Invalsi, che per le quinte della secondaria di secondo grado avrebbero dovuto svolgersi già nel mese di marzo. Per ora non c’è una comunicazione ufficiale dello spostamento, ma sono già state modificate le date per quanto riguarda le classi campione ed è certo che la somministrazione dei test da casa raccoglierebbe risultati di nessun valore, mentre per il Ministero è fondamentale avere una misura attendibile delle competenze degli studenti italiani e della perdita d’apprendimento dopo oltre un anno di lezioni divise tra l’aula e la cameretta, soprattutto dalla terza media alla quinta superiore, classi in cui tutto l’autunno è trascorso in videolezione.
INCERTEZZA Senza dimenticare che non è scontato che si riesca a ritornare a scuola dopo Pasqua – prima è impensabile – e il Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, rispondendo al Corriere della Sera, è stato chiaro:
Non c’è un orizzonte per la riapertura, è la nostra capacità di essere uniti che ci dà l’orizzonte, la responsabilità non è solo del governo è di tutto il Paese
Gds

