Gli studenti pavesi in isolamento crescono del 28.3%.
Sono ora più di mille, per la precisione 1111, quelli che hanno visto le porte delle scuole chiudersi.
Nella maggior parte dei casi non si tratta di malati, ma solo di giovani che hanno avuto un contatto stretto e a rischio con qualcuno che è risultato positivo, spesso un familiare che, quando trasmette l’infezione al bambino o all’adolescente, costringe Ats e gli istituti scolastici a intervenire ponendo tutta la classe in quarantena. Se la scorsa settimana l’incremento più consistente si era registrato nella scuola secondaria di secondo grado,
questa settimana è nella primaria (+38.9%) e nella secondaria di primo grado (+32.1%) che si concentra il maggior numero di studenti ai box.
Sono in tutto 219 nella scuola dell’infanzia (+28.3%), 357 alle elementari, 259 alle medie, 276 alle superiori (+18.5%), per un totale di 44 operatori scolastici coinvolti, poco meno del doppio rispetto a sette giorni fa (erano 25) e il numero più alto da oltre un mese.
SCENARI In questo contesto il nuovo ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, si appresta a decidere le modalità secondo le quali si svolgerà l’esame di stato 2021. Le ipotesi sul tavolo sono due, la prima prevede la replica di quanto avvenuto nel 2020, con esame solo orale e una relazione da preparare nelle materie d’indirizzo, oltre che momenti specifici del colloquio dedicati all’analisi di un testo letterario, alle esperienze dei Pcto – l’ex alternanza, nome cambiato in ossequio all’ossessione acronomicista del mondo della scuola – e a cittadinanza. La seconda contemplerebbe il ritorno della prima prova scritta, dato che il numero di studenti coinvolti, per quanto elevato, non sarebbe comunque superiore al 50% che adesso è il massimo consentito nelle aree più a rischio, e che in giugno le condizioni climatiche e la campagna vaccinale potrebbero consentirne lo svolgimento in sicurezza. Resta sullo sfondo invece la possibilità che l’attività didattica prosegua almeno fino al 30 giugno, per favorire il recupero o il potenziamento delle competenze che non è stato possibile sviluppare o approfondire
in oltre 34 settimane di Didattica a distanza, parziale o integrale, tra inverno, autunno e primavera. L’anno scolastico 2020-2021 ne conta 37 in tutto.
Gds

