Dalla fatica di un’ultramaratona a un risultato concreto per i bambini di un villaggio africano. CORSA DI SPERANZA I fratelli Fabio e Tino Iotti, di Scaldasole e Lomello, hanno concluso la loro iniziativa solidale raccogliendo 3.085 euro per finanziare la realizzazione di un pozzo a Cwero, località rurale situata nella savana dell’Uganda settentrionale. L’acqua servirà alla scuola, all’asilo nido e al parco giochi del villaggio, offrendo un aiuto prezioso alla comunità locale. Il progetto, intitolato «Acqua pulita per tutti», è nato dal legame dei due fratelli con Marco Piazza, dornese e fondatore dell’associazione Kope, impegnata in Africa. Tutto è partito dalla partecipazione dei fratelli Iotti alla 100 chilometri del Passatore, la celebre gara podistica che collega Firenze a Faenza. «Abbiamo voluto affrontare questa sfida non soltanto per raggiungere il traguardo, ma anche per portare un po’ di felicità a chi ne ha più bisogno», raccontano. Accanto a loro si sono messe in gioco Ambra Bassan e Greta Pamploni, componenti della «Tribù dei nasi rossi», un gruppo che richiama il mondo della clownterapia attraverso la caratteristica pallina rossa sul naso.
IN AIUTO DI KOPE All’iniziativa ha partecipato anche l’associazione «Clown di corsia» di Voghera. Fabio, che durante le attività di volontariato in ospedale veste i panni del clown Patatrac, conosce bene il valore di un sorriso, soprattutto quando è rivolto ai piccoli pazienti. La corsa del 2025 ha assunto così un significato particolare: ogni chilometro percorso è diventato un’occasione per sostenere Kope. I sostenitori potevano adottare simbolicamente una parte del tracciato, effettuare una donazione e dedicare un pensiero all’iniziativa. I messaggi raccolti, circa un centinaio, sono stati letti durante il cammino e inseriti in un video-documentario dedicato all’impresa. Ai partecipanti è stato inoltre chiesto di realizzare una fotografia con il naso rosso da clown, un bicchiere d’acqua e il numero del chilometro scelto. Immagini poi pubblicate sulla pagina Facebook del gruppo, per raccontare attraverso un gesto semplice il legame tra solidarietà, allegria e impegno.
LA SOMMA RACCOLTA Il risultato è andato oltre la sfida sportiva: i 3.085 euro raccolti hanno contribuito alla costruzione del pozzo, destinato a migliorare le condizioni di vita dei bambini di Cwero. Un intervento che ricorda quanto un’iniziativa nata lontano possa trasformarsi in un aiuto concreto per chi vive in una realtà molto diversa dalla nostra. L’esperienza sul campo in Africa, lontano dalle scrivanie, insegna ai volontari che la solidarietà autentica richiede prima di tutto la capacità di ascoltare, comprendere le esigenze delle persone e agire con rispetto. Perché, a volte, la distanza tra la Lomellina e un villaggio della savana può essere accorciata passo dopo passo, fino a trasformare una corsa in acqua pulita e speranza.
Davide Zardo

