Superata quota mille. Nelle scuole pavesi aumentano gli studenti in isolamento fiduciario,
sono 1207 quelli che si trovano chiusi in camera perché a contatto stretto con un positivo.
A coprire la fetta più grande sono elementari e medie, con 411 e 366 alunni in quarantena, il 114.1% e il 64.4% in più in una settimana, mentre alle superiori diminuiscono, passando da 166 a 142 (-14.5%) e nella scuola dell’infanzia si attestano a una quota intermedia, 288 (+49.6%). Si tratta in tutto di 62 classi a cui è stata sbarrata la porta, contro le 45 di sette giorni fa, per un totale di 14 operatori coinvolti, 7 in meno. Sono numeri che impressionano, ma forse solo perché la scuola è uno dei pochi luoghi in cui il tracciamento funziona: si individua un positivo, si fermano immediatamente tutti i compagni di classe, si valuta la situazione del personale, si torna a lezione solo con tampone molecolare negativo – eseguito almeno 10 giorni dopo l’ultimo contatto – e al termine di un isolamento di 14 giorni. Se le stesse procedure, che le scuole applicano a partire dalle indicazioni di Ats, fossero attuate in tutti gli ambienti di lavoro allo stesso modo i risultati non sarebbero molto differenti.
EXTRA Intanto il Ministero dell’istruzione ha varato il piano per il recupero e il potenziamento degli apprendimenti persi in tutto il periodo della pandemia, con la scuola secondaria di secondo grado che ha trascorso più di un intero anno scolastico in didattica a distanza. In una prima fase, che si svolgerà a giugno, le scuole e gli studenti aderenti dovrebbero concentrarsi su attività laboratoriali, lezioni all’aperto, studio di gruppo per rafforzare le capacità e le conoscenze, mentre la seconda, che comprenderà luglio e agosto, sarà dedicata anche alla socialità; accanto alle attività precedenti ce ne saranno altre mirate all’aggregazione e incentrate su computing, arte, musica, cittadinanza, sport, scrittura creativa. Infine a inizio settembre sarà il momento della preparazione al nuovo anno scolastico, con progetti di accoglienza che saranno orientati a potenziare le competenze. I primi due momenti non saranno affidati alle sole scuole e ai soli insegnanti, perché saranno aperti alla partecipazione del terzo settore e di enti culturali quali biblioteche, teatri, cinema, musei, centri sportivi, associazioni. Un piano ritenuto centrale dallo stesso ministro Patrizio Bianchi, ma che dovrà vincere numerose resistenze sia tra i destinatari sia tra gli istituti e i docenti. «Condividiamo il significato politico e il valore sociale del Piano estate 2021 – ha dichiarato Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, a margine di un incontro – specie con riferimento ai soggetti meno tutelati e, quindi, più colpiti dai nefasti effetti della pandemia, non possiamo ignorare però che l’organizzazione del piano è affidata al personale scolastico, estremamente provato da un anno scolastico terribilmente faticoso. Qualsiasi esercito ha bisogno di riposarsi tra una battaglia e l’altra e questo principio è valido anche per la scuola».
Gds

