In Italia ogni anno si registrano circa 390mila nuove diagnosi di tumore e oltre un quarto di questi è legato al fumo. Il tabacco è infatti il principale fattore di rischio oncologico, basti pensare che causa il 27% di tutti i casi e circa 93mila morti l’anno. Senza dimenticare che il 90% dei tumori al polmone, prima causa di morte oncologica in Europa, è attribuibile alle sigarette, con più di 40mila nuove diagnosi annue nel nostro Paese.
INCIDENZA Secondo uno studio internazionale pubblicato sulla rivista scientifica Nature Medicine, quasi il 40% delle nuove diagnosi di cancro nel mondo è attribuibile a fattori di rischio modificabili e il fumo resta il primo tra questi. In Italia fuma quasi un adulto su quattro e il 10% degli under 19. L’aumento del prezzo, sostengono i promotori, potrebbe ridurre i consumi fino al 37%, con un impatto diretto sulla prevenzione oncologica e sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. È da questi numeri che prende le mosse la proposta di legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, comprese sigarette elettroniche e tabacco riscaldato. Per depositarla in Parlamento servono 50mila firme e in pochi giorni ne sono già state raccolte 18mila. I maggiorenni possono aderire online sulla piattaforma del Ministero della Giustizia tramite Spid, Cie o Cns. I dati regionali parlano di un 37% di studenti tra 14 e 17 anni che fuma o svapa.
Siamo di fronte a una normalizzazione pericolosa – spiega la dottoressa Assunta Lanza, responsabile del centro antifumo dell’Asst di Pavia – Aumentare il prezzo può ridurre la domanda, ma serve anche informazione corretta e accesso ai percorsi di cura. Far smettere di fumare significa prevenire malattie e alleggerire il sistema sanitario.
DANNI Il danno però non riguarda soltanto il polmone. «Nel fumo ci sono migliaia di sostanze tossiche. Si crea uno stato infiammatorio generalizzato che coinvolge vasi sanguigni e organi – spiega Lanza – Parliamo di tumori al polmone certo, ma anche di malattie cardiovascolari, diabete, patologie infiammatorie croniche. È un danno sistemico». Quanto alle nuove forme di consumo, l’allarme è netto. «Sigaretta elettronica e tabacco riscaldato non sono innocui, ma contengono nicotina e altre sostanze che, una volta riscaldate, possono liberare composti cancerogeni. Non aiutano a smettere e spesso favoriscono l’ingresso dei più giovani nel consumo».
AMBULATORIO Smettere di fumare è possibile e sul territorio intanto c’è chi ogni giorno affronta il problema dal punto di vista clinico. «Il nostro è un ambulatorio pubblico provinciale, dedicato esclusivamente al trattamento del tabagismo – continua la dottoressa – Si accede senza impegnativa e il percorso prevede valutazione medica, test sul grado di dipendenza e sulla motivazione, misurazione del monossido e, quando indicato, terapia farmacologica affiancata dal supporto psicologico». Il trattamento dura alcune settimane, con controlli programmati e follow up fino a un anno. «Non si tratta solo di forza di volontà, la nicotina è una sostanza psicoattiva che crea dipendenza. Per questo le linee guida indicano l’approccio psicofarmacologico come il più efficace».
Rossana Zorzato




