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Per molti ragazzi della mia età, il telefono è sostanzialmente un prolungamento della mano. Stare anche solo poche ore senza poter scrollare video sui vari social media, come per esempio durante l’orario scolastico, risulta essere complicato: la dopamina rilasciata dal nostro cervello nel visualizzare video che rispecchiano i nostri interessi deve avere un livello sempre più alto.
TRE GIORNI SENZA Quale sarebbe, dunque, la reazione di un ragazzo dopo ben tre giorni senza social media, in un periodo storico così tecnologico? Diciamo che questa esperienza è avvenuta in un momento abbastanza particolare: questi tre giorni senza social si sono sovrapposti all’ultima settimana prima dell’esame orale di maturità. Ritengo che questo sia stato un vantaggio non da poco; sono una persona che passa sui social almeno cinque (o più) ore al giorno, spalmate tra WhatsApp, Instagram, Telegram e YouTube, e questa “assenza” mi ha aiutato ad aumentare il livello di concentrazione durante le ore di studio e ripasso.
LE RISCOPERTE Inoltre, ho riscoperto piccole cose che mi sono sempre sembrate scontate: cominciare a leggere un nuovo libro, fare una passeggiata o addirittura fare dei cruciverba. Il primo giorno di questo insolito “esperimento” è passato senza troppe difficoltà, ma il vero problema è venuto alla luce al sorgere del sole del secondo giorno.

LA MANCANZA A METÀ Arrivato a metà del percorso, la mancanza di social media ha cominciato a farsi sentire, soprattutto visto quanto accaduto tra Stati Uniti e Iran nella notte tra sabato e domenica. La mia unica fonte di informazioni, in quel momento, erano i telegiornali, e qualche articolo sparso sui giornali della zona. Dopo aver racimolato quante più notizie possibili, ho deciso di rilassarmi per il resto della giornata, sfogliando il catalogo di film disponibili su piattaforme streaming come Netflix, intercambiando ciò con le partite del Mondiale per Club su Dazn. La notte tra domenica e lunedì, l’ultimo passo di questo esperimento, ho deciso di trascorrerla in maniera alternativa: gara 7 delle finali Nba tra Oklahoma e Indiana sul computer alle due di notte, una bella bottiglia d’acqua ghiacciata, ventilatore in camera e qualche snack.
ALTRE DISTRAZIONI In generale, questa esperienza è stata vissuta in maniera normale. La mancanza di social si è sentita, ma sono riuscito a distrarmi con altre attività, alcune delle quali non provavo da diverso tempo. È stato un piacere riscoprire le piccole gioie della vita, senza rimanere ipnotizzato davanti allo schermo di un telefono.
Edoardo Zanichelli

