Violenza / Lomellina ai primi posti per tasso di omicidi

La Lomellina nella prima parte del 2023 è uno dei territori a più alta incidenza di omicidi volontari.

I 5 casi da gennaio a oggi equivalgono a 2.6 assassinii ogni 100mila abitanti a fronte di un dato nazionale di 0.51 (fonte Istat riferita al 2021)

che fa dell’Italia uno dei paesi più sicuri al mondo per quanto riguarda il rischio di morte violenta, in Europa preceduta solo da Norvegia e Svizzera secondo Eurostat.

UNICUM La situazione che i numeri raccontano ha pochi o forse nessun eguale al momento nel contesto italiano. Riprendendo l’indagine sulla qualità della vita pubblicata da ItaliaOggi e Università la Sapienza nel 2022, con dati relativi al 2019, solo in provincia di Crotone c’è un tasso di omicidi volontari più alto (4.06), mentre la Lomellina precede Foggia (2.1) ed è del tutto fuori scala rispetto alla provincia di Pavia (0.37), dove nel 2021 secondo le rilevazioni della Questura di Pavia sono stati 6 e nel 2022 in tutto 2 in un contesto in cui reati come tentati omicidi, lesioni, minacce, estorsioni sono in diminuzione, restano stabili omicidi colposi, percosse, violenze sessuali, aumentano furti, rapine, crimini informatici, prostituzione e pornografia minorile. Restando agli omicidi volontari, la differenza è ancora più significativa se si considera che il trend è in diminuzione: 350 nel 2018, 317 nel 2019, 285 nel 2020, 299 nel 2021, 309 nel 2022. E’ vero che negli ultimi due anni c’è stata una risalita, ma rispetto al 2020 che è stato l’anno del lockdown, mentre se si guarda a quelli precedenti è confermato il progressivo declino, soprattutto se si considera che ad esempio nel 1991 erano 1916 (+520%) e che il Ministero dell’Interno riporta 94 omicidi da gennaio al 17 aprile scorso, con una proiezione che potrebbe vedere il 2023 chiudersi sotto quota trecento. Di questi il 5.3% si è registrato proprio in Lomellina, un territorio che ospita lo 0.33% della popolazione italiana e occupa lo 0.47% della superficie nazionale.

Mortara - omicidio
Mortara, l’appartamento in cui abitava Christian Ikogwe, accoltellato e morto a marzo 2023

SICUREZZA A conferma di una specificità lomellina, proprio la scorsa settimana l’Istat ha certificato che gli italiani si sentono in sostanza sicuri, sia pure con un lieve peggioramento rispetto al 2021. «Nel 2022 – scrive l’Istituto di statistica – la quota di persone che si dichiarano molto o abbastanza sicure quando camminano al buio da sole nella zona in cui vivono diminuisce di 1.6 punti percentuali, attestandosi al 60.6% (era il 62.2% nel 2021 e il 57.7% nel 2019) e aumenta di 1.3 punti percentuali la quota di famiglie che affermano che la zona in cui vivono è molto o abbastanza a rischio di criminalità, arrivando al 21.9% (era il 20.6% nel 2021, il 25.6% nel 2019)». Allo stesso tempo le rilevazioni dei reati nella penisola segnalano una tendenza al miglioramento nel medio termine e al peggioramento nel breve: «Analizzando la delittuosità in Italia nel periodo gennaio–novembre 2022 – si legge nel comunicato stampa diffuso dalla Direzione centrale della polizia criminale a dicembre dello scorso anno -, raffrontata con quella dell’analogo periodo del 2021, si osserva un lieve incremento (3%) del dato complessivo dei reati. Incremento che non è, comunque, tale da raggiungere i livelli pre-pandemici: i dati relativi ai primi 11 mesi del 2022 si sono, infatti, attestati su valori inferiori a quelli del 2019».

Cilavegna - omicidio suicidio
Cilavegna, la villetta dove vivevano Pinuccia Contin e il marito Mauro Casazza, che l’ha uccisa e si è poi tolto la vita

QUALI CRIMINI Rispetto alla tipologia di reati, detto degli omicidi che vedono l’Italia isola felice del Vecchio Continente (il Regno Unito e la Francia hanno un tasso doppio o superiore), per i «reati spia della violenza di genere, confrontando i primi 10 mesi del 2022 con quelli del 2021, si assiste ad una diminuzione del 10.3% degli atti persecutori o stalking, del 3.9% dei maltrattamenti in famiglia mentre si rileva un aumento del 15.7% delle violenze sessuali», per i reati predatori «si registra quest’anno un aumento del 19.7% dei furti rispetto al 2021, con un dato che in valori assoluti è comunque inferiore a quello del periodo pre-pandemia», per le rapine si registra un +18.2%, mentre diminuiscono i reati informatici (-15% sul 2021). E’ significativa, in negativo, la presenza sempre più numerosa di under18 tra i responsabili: «Confrontando i primi dieci mesi dell’anno del 2019 con quelli del 2022 si registra un aumento del 14,3% dei minori denunciati e arrestati, con punte che riguardano alcuni tipi di reati: attentati +53,8%, omicidi volontari +35,3% (17 in valore assoluto nel 2019, 23 nel 2022), tentati omicidi +65,1%, +33,8% lesioni, +50% percosse, +75,3% rapine».

L’appartamento di Vigevano dove si è consumato il delitto

ISOLA INFELICE Quanto alla percezione, la realtà della Lomellina stona di nuovo rispetto al contesto nazionale, visto che la sicurezza avvertita è maggiore nelle zone a minore densità abitativa. «Emergono differenze significative nel livello di sicurezza percepito dalla popolazione rispetto alla dimensione del comune di residenza – spiega Istat –»

si sentono più sicure, percepiscono un minor rischio di criminalità e un minor degrado sociale e ambientale le persone residenti nei comuni fino a 2mila abitanti e in quelli tra 2mila e 10mila abitanti, rispetto a quelle residenti nei comuni di grandi dimensioni

Non a caso la città metropolitana di Milano risulta l’area col più alto numero dei reati, dove nel 2022 ci sono stati 19 omicidi, ma in tutto l’anno e non in un terzo e a fronte di oltre 3 milioni di residenti.

Giuseppe Del Signore

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