Un sabato sera di inizio estate, a Gropello Cairoli si è festeggiata la “Giornata dello sport”. Si balla, si canta ma si ascoltano anche le storie di sportivi del territorio. Tra queste non poteva mancare quella di Achille Lonati, guardia di 192 centimetri dell’Olimpia Milano, classe 2007 originario proprio di Gropello Cairoli e prossimo a trasferirsi negli Stati Uniti.
NUOVA AVVENTURA Volerà verso il nuovo continente per unirsi alla St.Bonaventure University, nel campionato Ncaa: «Ho riflettuto molto prima di prendere questa decisione – racconta Achille Lonati – perché dovrò introdurre tanti cambiamenti nella mia vita. Dovrò salutare la mia famiglia, i miei amici, le persone che conosco per iniziare un’avventura completamente nuova per me. Sono contento perché coltivavo da anni il sogno di poter giocare negli Stati Uniti, ovvero nel Paese in cui la pallacanestro è forse lo sport più famoso e praticato. So di essere un privilegiato, perché non capita a molti ragazzi europei di essere chiamati per studiare e giocare in un college americano.
Dovrò sicuramente colmare il gap fisico, visto che in America i miei coetanei sono sicuramente più strutturati. Per quanto riguarda il livello tecnico, invece, ritengo di poter migliorare come playmaker.
PRIMI PASSI Un percorso che inizia da lontano, perché il gropellese Lonati ha sempre mostrato di possedere una grande passione per la pallacanestro, oltre a un talento non indifferente: «Ho iniziato a praticare questo sport a cinque anni, quando militavo nel Mini Basket Lomellina, insieme a mio fratello Davide. Quando sono passato agli Esordienti è arrivata la chiamata dell’Olimpia Milano. Il mio rapporto con Milano è nato in un modo un po’ particolare. Ero proprio piccolino e ho fatto un’amichevole contro l’Olimpia quando giocavo in prestito a Vigevano. Mi hanno visto e hanno iniziato a chiamarmi ma io non volevo andare. Un po’ perché li avevo battuti e mi sentivo più forte di loro, un po’ perché ero timido e poco aperto a nuove esperienze. Ma hanno continuato a chiamare e ho fatto tornei in prestito con loro per un paio d’anni. Poi mi hanno convinto e sono andato. Ho fatto la scelta migliore che potessi fare e più di metà della mia vita l’ho passata lì, in un ambiente bellissimo, una famiglia, con un bellissimo gruppo che ha mantenuto un livello davvero alto da piccolissimi fino all’under19».

INVESTIRE NEI GIOVANI I primi passi seguiti dai primi successi, arrivando allo scudetto under 19 vinto due mesi fa nella finale contro Trento. Come dimenticare poi il debutto in Eurolega e l’avventura vissuta ad Abu Dhabi nell’Euroleague Next Gen, per finire la convocazione con la nazionale under 18 per i campionati Europei. Tutte esperienze che lo hanno formato. Il talento lomellino è pronto a decollare verso il nuovo continente e lo fa con una riflessione: «Diamo ai giovani la possibilità di esprimersi, di credere nei propri sogni. Perché non tornare a pescare talenti dal basket di strada? Ci sono tanti ragazzi che potrebbero avere un futuro in questo sport, ma dobbiamo riuscire a trovarli. Ho molti amici che partecipano ai tornei 3vs3, manifestazioni aperte a tutti e nei quali possono essere trovati i talenti di domani».
Edoardo Varese


