Un Portogallo fino a questo momento deludente, una Spagna che deve cambiare marcia e una Francia che se non dovesse vincere il Mondiale, dovrebbe fare solo mea culpa. La fase a eliminazione diretta è già iniziata e forse è ora che comincia il vero Mondiale.
PROMOSSI E BOCCIATI Ne è convinto Luca Maninetti, giornalista sportivo di Telelombardia, Top Calcio 24 e voce di Radio Lombardia: «La Francia ha un potenziale offensivo che fa paura e lo ha dimostrato anche nel girone – afferma Maninetti – è vero che la palla è rotonda ma non credo che avrà problemi a raggiungere quanto meno la finale. Se tutto andrà per il verso giusto agli ottavi incontrerà la Germania, che con Musiala, Undav e Havertz può dire la sua. Non sono attaccanti del livello di Mbappè, Dembelè, Doue questo è certo, ma pagherei oro per vederli nella nostra Nazionale. Il Portogallo mi ha deluso, nonostante disponga di un centrocampo semplicemente perfetto con Neves, Bruno Fernandes, Vitinha, non è riuscito a esprimere il proprio potenziale. E mi sento di dirlo: se Messi a 39 anni continua a trascinare l’Argentina, non posso non notare come Cristiano Ronaldo a 41 anni sia ormai al tramonto. Non si smarca, non si fa vedere dai suoi compagni e inevitabilmente rallenta il gioco dei portoghesi. Se non cambierà strategia il Portogallo rischia grosso già contro la Croazia che, invece, conta su un Modric semplicemente sublime». Bocciate, e non potrebbe essere altrimenti, Germania e Olanda, uscite ai rigori contro Paraguay e Marocco: «Molto deluso dai tedeschi – continua Maninetti – perché nonostante non fossero tra i candidati alla vittoria finale, disponevano di un organico di tutto spessore. Non avrai mai pensato che sarebbero usciti contro il Paraguay. È evidente che anche la Germania ha bisogno di rivoluzionare il proprio modo di intendere il calcio. Non è messa male come l’Italia, ma comunque è dal 2014 che non arriva almeno ai quarti di finale. Nel 2018 e nel 2022 è uscita ai gironi, ora invece ai sedicesimi. Si può benissimo considerare come una nobile decaduta. Diverso invece il discorso dell’Olanda, uscita ai rigori per la terza volta consecutiva, e paradossalmente senza aver mai perso nei novanta minuti. Il Marocco comunque ha ampiamente meritato di passare il turno, anzi forse avrebbe già dovuto vincere nei tempi regolamentari per l’alto livello di gioco espresso. È chiaro che non può più essere considerato come una sorpresa, ma è diventato a tutti gli effetti una bella realtà. Salvo sorprese, credo che arriverà tranquillamente ai quarti di finale».
GLI SQUALI BLU Una menzione speciale per il continente africano, che è riuscito a portare ai sedicesimi di finale 9 nazionali su 10 partecipanti alla coppa del mondo: «È un risultato lodevole, che certifica la crescita dell’intero movimento calcistico. Mi sento di elogiare Capo Verde per quanto è riuscita a fare in un girone formato anche da Spagna e Uruguay. È una squadra che sa difendere molto bene, per questo non credo che contro l’Argentina subirà tanti gol».
SERVONO I GIOVANI Il comune denominatore delle squadre arrivate fino a questa fase è un settore giovanile solido. Ecco, tutto quello che l’Italia non ha più da «almeno 15 anni – denuncia Maninetti – non è causale che da quando non abbiamo più avuto un ricambio generazionale, non ci siamo più qualificati nemmeno al mondiale. Gli altri hanno Vinicius Jr, Mbappè, Dembelè, Yamine Yamal. Noi un tempo avevamo Totti, Del Piero, Toni, Gilardino: tutti giocatori che militavano nelle squadre più forti della Serie A e oserei dire anche d’Europa. Oggi, invece, la Nazionale italiana, se togliamo il blocco Inter, è rappresentata da squadre di metà classifica, come Bologna e Fiorentina. Il risultato è che non ci qualifichiamo da 12 anni, e non superiamo i gironi dal 2026. Se ripartiamo dai giovani forse potremo pensare di intraprendere un nuovo percorso e forse costruire un ciclo vincente, ma servirà tempo e soprattutto competenza».
Edoardo Varese


