Quando tatticismo e pragmatismo piacciono ancora: i ct italiani impegnati al Mondiale

Come capitani di ventura alla guida di armate lontane, il Mondiale in Nordamerica avrà i suoi condottieri italiani. Nonostante l’assenza della Nazionale italiana dalla fase finale dei Mondiali 2026, il calcio tricolore sarà comunque rappresentato da diversi commissari tecnici impegnati sulla panchina di selezioni qualificate. Il torneo, in programma tra Stati Uniti, Canada e Messico, vedrà infatti una significativa presenza di allenatori italiani.

I NOMI Tra i nomi più attesi figura Carlo Ancelotti, alla guida del Brasile. L’ex tecnico di Milan e Real Madrid ha assunto il comando della Seleção con l’obiettivo di riportarla al vertice del calcio mondiale. La sua esperienza internazionale e il suo palmarès lo collocano tra gli allenatori più osservati della competizione, con il Brasile considerato una delle principali candidate al titolo. Un altro rappresentante illustre delle panchine italiane è Vincenzo Montella, commissario tecnico della Turchia. Dopo le esperienze su diverse panchine di club e una progressiva crescita nel ruolo di selezionatore, l’ex “Areoplanino” è chiamato a guidare una nazionale giovane ma ambiziosa, che punta a confermarsi tra le realtà emergenti del calcio europeo. Andando ancor più a est, completa il trio dei Ct italiani Fabio Cannavaro, alla guida dell’Uzbekistan. Per l’ex capitano azzurro campione del mondo 2006 si tratta di una sfida significativa in un contesto in crescita, con una nazionale che si affaccia per la prima volta alla kermesse iridata.

STELLE Le tre selezioni guidate da tecnici italiani possono contare su alcune stelle di livello internazionale. Il Brasile si affida soprattutto a Vinícius Júnior, punto di riferimento offensivo del Real Madrid e tra i giocatori più incisivi al mondo per dribbling e continuità in zona gol. Accanto a lui spicca Neymar, tornato in nazionale per portare esperienza e qualità nella trequarti, oltre a Raphinha, aletta del Barca capace di muoversi su tutto il fronte offensivo. La Turchia di Montella punta invece su Hakan Çalhanoğlu, regista dell’Inter e leader tecnico della squadra, fondamentale nella costruzione del gioco e nei calci piazzati. Fari puntanti anche su Kenan Yıldız, giovane talento offensivo della Juventus, e ad Arda Güler, che garantisce fantasia tra le linee. L’Uzbekistan si presenta con meno nomi noti a livello globale, ma con alcune individualità emergenti. Tra queste spicca Eldor Shomurodov, attaccante con esperienza in Serie A, punto di riferimento offensivo. Con lui, tra i talenti degli asiatici si distinguono il difensore del Manchester City Khusanov e il trequartista ex Cska Mosca Fayzullaev.

Alessio Facciolo

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