A rischio la pesca in Lomellina

La Società Pescatori Dilettanti Cassolesi rischia di non arrivare ai 50 anni, previsti per il 2027, per la mancanza di pesce. O meglio, perché una restrizione imposta dalla Regione vieta l’immissione delle trote iridee, con la sola autorizzazione del ripopolamento con la trota fario.

LE RAGIONI Il motivo è dovuto al fatto che la trota fario è l’unica considerata autoctona, in quanto risulta precedente al 1500. A porre limite in particolare è una delibera regionale risalente allo scorso 15 aprile 2025, che conclude una storia in realtà molto più lunga. Tutto risale infatti a una direttiva europea del 1992, che è stata recepita in italia cinque anni più tardi, vale a dire nel 1997, ma mai attuata realmente fino al 2021, quando una norma nazionale quattro anni fa demandava alle regioni una sorta di possibilità di deroga, che regione Lombardia ha fatto sua con una deroga con scadenza prevista per il 2025. Ora la deroga è scaduta. Intanto è stata costituita un’apposita commissione nazionale che ha concluso i lavori e trasmesso il tutto al Ministero dell’Agricoltura, che secondo il referente regionale dovrebbe legiferare in merito entro maggio o al massimo entro giugno 2026.

In attesa della decisione finale, l’immissione della trota iridea, che copre la gran parte delle trote immerse nei corsi d’acqua è quindi sospesa.

DIFFICOLTÀ Il principale problema riguarda il ritrovamento di trote fario adulte negli allevamenti, perché questo pesce non è più allevato da anni, dal momento che ovunque ne era vietata l’immissione. Prima che la produzione torni a essere adeguata ci vorranno almeno 3 o 4 anni. «Non è nostra intenzione – dice il presidente della Società Pescatori Dilettanti Cassolesi Davide Vai – chiudere l’associazione, anche perchè rappresenta per il paese un punto di riferimento sia a livello di ecologia e natura, ma anche dal punto di vista sociale. Per molte persone, anche pensionati, l’attività dell’associazione è importante e lo è stato anche nel momento del covid. Inoltre la carenza di trota fario porta con sé un altro problema, perché comunque ha dei costi superiori alla trota iridea. Nonostante questo non abbiamo alcuna intenzione di chiudere i battenti e faremo il possibile per proseguire con la nostra attività». I prossimi mesi saranno comunque decisivi per risolvere una questione che non tocca soltanto i pescatori cassolesi, ma di tutta Lombardia, che si trovano di colpo senza pesci. Nonostante le difficoltà l’associazione ha deciso di proseguire la propria attività.

LA STORIA La Società pescatori è nata nel 1977 da un idea dell’allora messo comunale Renzo Franceschi, che organizzò per il 26 maggio di quell’anno alla “Tavernetta Monterosa” la prima assemblea per costituire l’associazione. In quella serata erano presenti 30 pescatori e fu eletto il primo consiglio direttivo, con presidente il cavalier Carlo Baratto, a cui è succeduto Antonio Bocca Corsico Piccolino Antonio, che gestiva un negozio di caccia e pesca in paese un punto di ritrovo per gli appassionati.

Andrea Ballone

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