Federica, la famiglia chiede giustizia

Una tragedia che nessuno riesce ancora a comprendere. Amici, parenti e conoscenti però chiedono giustizia per Federica Coviello, la donna di 51 anni travolta a Gravellona mentre era al bar in piazza Risorgimento da Ouafi Craiet, 41enne tunisino che si è lanciato contro la vetrina del bar, nel quale i proprietari si sono rifiuati di dargli ancora da bere.

FUNERALI Tanta commozione in occasione dei funerali che si sono svolti sabato 12 luglio a Vigevano nella chiesa di San Giovanni e Pio in corso Brodolini. Al fianco della famiglia di Federica, tante persone tra amici e conoscenti hanno dato l’ultimo saluto a Coviello. Commozione e partecipazione di un’intera comunità sia durante il funerale sia durante la fiaccolata organizzata tra le vie di Gravellona venerdì 11 luglio. Una marcia silenziosa, illuminata da tante lanterne. Oltre trecento persone hanno percorso corso Insurrezione, la strada principale di Gravellona, per poi arrivare sotto la casa della donna. Federica è arrivata a Gravellona diversi anni fa, ma pur non essendo originaria del paese, si è inserita molto bene.

Aveva aperto un bar in paese, ma si era messa anche a disposizione della comunità collaborando all’organizzazione della festa dell’arte, la sentita rassegna che anima il paese nel mese di giugno: si era fatta conoscere e apprezzare per tutte le sue qualità e per il suo altruismo.

COMMOZIONE La morte di Federica non ha solo portato a una generale commozione tra i gravellonesi, ma ha spinto anche la stessa proprietaria del bar, che è rimasto chiuso per diversi giorni, a regalare al comune, per aiutare le persone in difficoltà, alcuni dei cibi che rischiavano di rimanere non consumati. Al termine della fiaccolata il ricordo del sindaco Luciano Garza: «Era una persona che pensava sempre per il prossimo. Negli ultimi tempi ha gestito un bar in piazza. Era una persona con la quale c’erano buoni rapporti. In passato aveva partecipato alle feste dell’arte in paese e per diversi anni ha dato anche una mano. Non la dimenticheremo mai e da gravellonese sono orgoglioso che abbia deciso di abitare nella nostra città per una parte della sua vita». Federica lascia una figlia di 20 anni, che in passato ha partecipato alle attività dell’oratorio.

GIUSTIZIA E poi tra i tanti gravellonesi le parole più usate sono due: «giustizia per una donna che ha fatto solo del bene per il prossimo» e «ergastolo» per Ouafi Craiet, 41 anni, tunisino, dopo un diverbio con la proprietaria del bar, che ha schiaffeggiato, è uscito per salire in auto. Dopo aver fatto scendere la propria compagna. Si è lanciato così ad alta velocità contro la vetrina, travolgendo Federica e il compagno Davide. Ricoverata d’urgenza in ospedale, dopo 20 giorni la donna ha perso la vita.

Andrea Ballone

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