Gambolò, “referendum” sulle “casette” dei libri

Un’iniziativa lodevole, quella delle casette dei libri per lo scambio gratuito, si trova ora ad un bivio. Dopo aver arricchito per un periodo il territorio di Gambolò, le “biblioteche” all’aperto sono diventate, loro malgrado, l’ennesima vittima di atti vandalici e incuria. Un problema che, oltre a danneggiare la cultura, grava pesantemente sulle casse comunali.

UN REFERENDUM L’amministrazione comunale, che in un primo momento aveva accolto con entusiasmo il progetto di promozione della lettura, si trova ora a dover fare i conti con i costi di manutenzione sempre più frequenti. Una spesa non indifferente che, a quanto pare, sta mettendo in discussione la stessa esistenza del progetto.

LA PROPOSTA DEL SINDACO Invece di prendere una decisione unilaterale, però, il sindaco di Gambolò, Antonio Costantino, ha scelto di coinvolgere direttamente i cittadini. Con un sondaggio lanciato nei giorni scorsi, chiede apertamente: «Ritenete utile mantenere sul territorio le casette dei libri, nonostante i problemi segnalati?» Un quesito che, oltre a far riflettere sull’importanza dell’iniziativa, mette in luce la frustrazione e la rabbia per un bene comune che, ancora una volta, viene preso di mira da inciviltà e ignoranza. Le opzioni sono chiare: «Sì, ritengo importante mantenerle” oppure “No, ritengo opportuno rimuoverle”. Una scelta difficile, che vede contrapporsi l’ideale di una comunità colta e partecipativa alla dura realtà di un bene pubblico che fatica a sopravvivere. Il destino delle casette dei libri è ora nelle mani dei cittadini. Chiunque voglia dire la sua in modo anonimo può esprimere il proprio parere entro il 15 settembre, accedendo al sondaggio tramite SPID all’indirizzo https://gambolo.consiglicloud.it/.

LE PROTESTE DELL’OPPOSIZIONE La risposta dell’opposizione è stata immediata. Helena Bologna, consigliera di Forza Italia, ha bollato il sondaggio come una resa. In un intervento su Facebook, insieme all’ex sindaco Elena Nai, ha accusato il sindaco di voler cancellare un presidio di civiltà con la scusa dei costi o del consenso elettorale. Secondo Bologna, proporre la dismissione delle casette significa considerarle un ingombro da smaltire, anziché un simbolo di comunità e intelligenza collettiva. Mentre il sindaco insiste sulla necessità di valutare soluzioni sostenibili per fronteggiare i continui atti vandalici, l’opposizione parla di un attacco alla cultura stessa.

CONFRONTO APERTO Il confronto è aperto: da una parte, l’amministrazione comunale che si interroga sulla sostenibilità; dall’altra, chi difende il valore simbolico e sociale delle casette come presidio irrinunciabile. Ora la parola passa ai cittadini: saranno loro a decidere il destino delle casette dei libri di Gambolò.

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