Mortara, in crescita gli accessi alla mensa dei poveri

Offrire un pasto ai più bisognosi, con un bacino di utenza di quasi 300 persone al mese, e rappresentare un vero e proprio punto di riferimento per coloro che necessitano di aiuto. Questa l’attività svolta dalla Mensa della solidarietà, situata in via Sforza, che continua a svolgere un servizio caritativo per il prossimo. «Prima del periodo Covid – racconta don Felice Locatelli, che si occupa della gestione della mensa – potevamo ospitare nei locali della mensa le persone per far avere loro i pasti. Da quando ha preso il via la pandemia, invece, abbiamo iniziato a preparare dei sacchetti contenenti un primo, un secondo, un contorno, frutta e a volte un dolce. Alle 11.30, a pranzo, consegniamo i sacchetti appositamente dai nostri volontari. Nel corso degli ultimi anni, sono aumentati i pacchi alimentari che prepariamo il mercoledì».

Qualora si volesse accedere al servizio, è necessario iscriversi ad una sezione del sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali che certifichi le difficoltà economiche della persona in questione o del suo nucleo familiare. Vengono aiutati ragazzi di 16 anni, che in totale ammontano a quasi un centinaio, poi le restanti arrivano anche a 65 anni. Ci sono anche persone che superano questa soglia di età.

«Cerchiamo sempre di rappresentare un punto di riferimento per tutti. Ciò è  possibile grazie al contributo e all’aiuto che ci danno tutti i nostri volontari. Abbiamo una collaborazione costante anche con la Croce Rossa. Fondamentale anche l’aiuto dei nostri fedeli e della parrocchia di Sant’Antonio. Solidarietà e sostegno verso il prossimo sono impegni che intendiamo continuare a portare avanti».

LE ATTIVITA’ «Le famiglie – rende noto Luigi Camana, uno dei volontari che si occupano della consegna dei pacchetti alimentari – vengono suddivise in due gruppi. In tal modo, i pacchi vengono distribuiti equamente ogni quindici giorni. Un mercoledì arrivano alcune famiglie, quello dopo altre e ci si alterna in questo modo». Un’iniziativa che è resa possibile anche per mezzo della onlus costituita proprio a tal proposito e che si è associata alla Fondazione banco alimentare, configurandosi come organizzazione partner territoriale. La parola d’ordine, ad ogni modo, è una e una sola: solidarietà.

SOSTEGNI «Grazie a questo – prosegue Camana – si ricevono i fondi europei di aiuti agli indigenti, che offrono la possibilità di contribuire alle spese da affrontare per la gestione del servizio. Per quanto riguarda altri fondi, invece, da offerte raccolte durante il corso di celebrazioni religiose o da iniziative particolari. «Ci sono anche supermercati come Bennet di Mortara o Tigros di Vigevano – spiega Camana – che collaborano con noi fornendo pacchi igienicamente sicuri o comunque alimenti prossimi alla scadenza che possono tranquillamente essere consumati. Questa attività caritativa e di aiuto, si affianca a quella che da anni viene svolta dal Centro Aiuto alla Vita, situato in Corso Garibaldi, che si occupa di fornire aiuti alle giovani famiglie, con bambini a carico, fornendo vestiti o l’occorrente per la casa.

Edoardo Varese

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