Mortara, Lea Longa: quel “verde“ che non c’è più 

Una giostra che era punto di ritrovo per bambini, uno spazio in cui fino a 20 anni fa si potevano ammirare anche scivoli, altalene e giochi per grandi e piccini.

LENTO DECADIMENTO La Lea Longa è solo una delle tante aree verdi di Mortara che da 20 anni a questa parte stanno attraversando un decadimento irreversibile. Un tempo lungo la Lea Longa, il viale alberato che si può percorrere passando davanti alle scuole medie e al liceo Omodeo, era un luogo vivo, ora sembra essersi trasformata in una zona d’ombra che preoccupa chiunque la attraversi. Marco Trivi, mortarese doc, educatore e insegnante di comunicazione, in quel viale ci è cresciuto, ne ricorda tutte le vicissitudini: «Questo luogo – racconta – l’ho vissuto quando, insieme a tanti altri spazi della città, si poteva vivere. Ho 31 anni, sono nato e cresciuto a Mortara e ricordo ancora quando viale Dante, Lea Longa per i mortaresi, era animato da piccole giostre e scivoli sui quali i bambini, così come il me di 20 anni fa, trascorrevano interi pomeriggi a giocare insieme agli amici o ai compagni di classe». Marco Trivi era uno di quei bambini, percorreva la Lea Longa insieme ai suoi genitori, un luogo che lo faceva sentire «parte di una comunità – continua – era uno spazio pubblico che sentivo mio, nei primi anni Duemila era stata costruita anche una pista di pattinaggio per i più piccoli. Invece ora si vedono panchine rovinate, e, come se non bastasse, l’illuminazione è praticamente nulla.

Considerando che è un viale attraversato dai ragazzi che vanno a scuola, l’assenza di luce può rappresentare un problema di sicurezza, soprattutto durante l’inverno, quando dalle 17 è già buio.

VANDALISMO La Lea Longa collega piazza Trieste con via Lomellina, è lunga quasi un chilometro, da sempre rifugio estivo dei mortaresi che sotto l’ombra dei tigli trovano una piacevole sensazione di fresco, ma al contempo fanno i conti con una situazione di degrado tra vetri rotti, sporcizia, bottiglie di vetro per terra, cartacce e quant’altro: «I casi di vandalismi ed inciviltà però sono all’ordine del giorno – denuncia Trivi – servono maggiori controlli». Una situazione simile la sta vivendo il parchetto di via Mirabelli, abbandonato da tempo a se stesso, ma che curiosamente avrebbe i cancelli d’ingresso aperti 24 ore su 24: «Questo spazio l’ho visto nascere – evidenzia Trivi – così come tanti miei amici, l’impegno che chiedo alla prossima amministrazione è di valorizzare degli spazi che possono dare molto a livello d’immagine».

IL NUOVI NATI Nella zona del parco non c’è un sistema di videosorveglianza ed è difficile mantenere un controllo costante sul parco, soprattutto nel corso del fine settimana, quando da anni si verificano i principali episodi di vandalismo. A proposito di aree verdi abbandonate e lasciate in balia degli eventi, il parco Nuovi Nati è sicuramente lo spazio più grande che attende da più di 20 anni di essere riqualificato, in modo da tornare a completa disposizione della cittadinanza.

Edoardo Varese

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