Più di 80 video con i quali si chiede di prendere in esame alcuni “fumi”, che escono dal camino della Intals, che però al momento non possono essere analizzati. A riferirlo e sottolinearlo è l’amministrazione provinciale di Pavia, con una lettera indirizzata all’amministrazione comunale, che per prima aveva provveduto a segnalare le anomalie.
SPIEGAZIONI Il motivo risiede nel fatto che, se si parla di odori, la competenza è del tavolo degli odori (comunale), mentre per i fumi e le emissioni in generale non basta un video a far intervenire la provincia di Pavia: «È necessario precisare che tali segnalazioni – fa sapere l’ente provinciale – perché possano sortire azioni il più possibile celeri e immediate da parte nostra, devono essere molto circostanziate e oggettive. Devono essere accompagnate da fotografie e filmati, con riportati giorno, ora e condizioni meteorologiche, della registrazione, evidenziare la presenza di odori o meno e natura di questi ultimi nel caso in cui dovessero essere presenti». Ma non solo, la Provincia chiede anche «che venga riportato il punto di osservazione, con tanto di cartina e che venga effettuata verbalizzate da un’autorità di polizia. Su questo punto e aspetto va bene anche la polizia locale». Dalla conclusione della spiegazione dell’amministrazione provinciale si evince che
che questo procedimento e iter viene fatto perché comunque è un’iniziativa rilevata dal vivo, priva di elementi oggettivi indiscutibili su cui basarsi, e soprattutto formalmente ineccepibili.
ORIGINE DEI VIDEO Le prime segnalazioni sono arrivate, in realtà, proprio dall’amministrazione comunale di Parona. Nel maggio del 2024 ha installato e posizionato delle telecamere di videosorveglianza per mezzo delle quali è stato possibile dei fumi bianchi uscire dal camino dell’Intals. A queste si sono aggiunti altri 80 video di un vicino di casa, che ha ripreso l’emissione di fumi anomali. Comune e ambientalisti hanno chiesto più controlli alla Provincia, che rilascia l’Aia, cioè il permesso di continuare a operare. Ma se da un lato il materiale video prodotto non è sufficiente, dall’altro la provincia non ha facoltà di intervenire con una telecamera di video sorveglianza. In un primo tempo, riguardo all’Aia, la provincia di Pavia aveva provveduto ad inviare alcune prescrizioni, che non erano state ottemperate e proprio per questo motivo era arrivata una notifica formale. Oggi, però, la documentazione per l’Aia è stata inviata ed è la stessa Provincia a spiegare come sia in fase di valutazione nel corso di queste settimane, in modo da avere un riscontro.
Andrea Ballone

