Piano di acquisizione e valorizzazione del Castello di Vigevano? Completamente, clamorosamente bocciato. Questo almeno è il parere dell’ex assessore alla cultura Mario Cantella, ora esponente del gruppo “Vigevano Aumentata”, e da Massimo Gallina, di “Sostenibilità Equità Solidarietà”, che hanno completamente demolito l’ipotesi di trasferimento della proprietà dal Demanio al Comune.
IL DEMANIO Un tema tornato strettamente attuale dopo la notizia, circolata negli ultimi giorni, che il Demanio avrebbe quasi concluso l’iter per la cessione del Castello al comune di Vigevano. Una procedura burocratica che va avanti dal 2022 e che potrebbe vedere la fine nei primi mesi del 2026. La discussione è ancora aperta: anche in seno alla maggioranza guidata da Andrea Ceffa ci sarebbero perplessità legate agli alti costi di gestione che prevederebbe negli anni tale operazione. Quelli di Gallina e Cantella non sono però solo dubbi, ma è un njet totale.
IL PIANO A prova di quanto da loro sostenuto, Cantella e Gallina hanno portato i documenti, quelli forniti dal comune stesso. Si tratta del piano di valorizzazione del 2023 nonché dei dati su ricavi e biglietti strappati da musei e vari ingressi. Dati che, a una prima vista, non fanno certo pensare che per il Comune sia un affare l’acquisizione del maniero. Per loro la priorità è fermare l’iter: «Cercare di fermare la macchina amministrativa agendo su due livelli: quello tradizionale, quindi informando i consiglieri comunali che prima o poi dovranno esprimere la loro opinione, oppure con una missiva spedita al Demanio, alla segreteria regionale del ministero, alla Soprintendenza, alla direzione regionale dei musei e al comune di Vigevano – hanno specificato – le motivazioni, in quest’ultimo caso, sono davvero tante:
il piano non risponde alle linee guida del 2021. Ma se il piano di valorizzazione non è conforme la procedura viene bloccata, lo dice la lettera del Demanio: quindi….
POCHI INCASSI A rincarare la dose che fa propendere i due per il “meglio lasciar stare” sono i dati e i conti. Lo spiega Cantella: «I dati relativi alla voce castello sono imbarazzanti. Uno, per tutti: a fronte di 28 mila euro di incassi all’anno, i costi di gestione arriverebbero a un milione e 300 mila euro. Anche per questa ragione chiediamo una proroga al Demanio, se ne occuperà la prossima amministrazione». Non è tutto. Cantella ha rimarcato che non ci sia stata alcuna apertura verso le categorie produttive e che per il piano di valorizzazione il sindaco ha parlato di un piano di marketing turistico che non è stato stanziato. Però il Demanio ha messo fretta: mentre nella prima stesura, il piano di valorizzazione era su 10 anni, adesso è in 5 e questo rende la situazione difficilmente sostenibile. «Si perché, a conti fatti, ci si troverebbe con un disavanzo di un milione all’anno in questo periodo – hanno detto Cantella e Gallina – e quei soldi devono venir fuori dal bilancio comunale».
Isabella Giardini (ha collaborato Af)



