Se l’alunno seguito non va a scuola, l’educatore torna a casa e perde una giornata di stipendio. Così prevede il regolamento per i servizi d’inclusione scolastica di Vigevano: un protocollo però che contrasta con le linee guida della Regione, che stabiliscono la remunerazione anche in caso di assenza dello studente.
PRECARIETÀ Una situazione di «precarietà quotidiana da anni», la definiscono alcuni educatori in servizio nelle scuole ducali, che per quanto non irregolare in senso stretto appare quantomeno svantaggiosa per i circa 150 colleghi impegnati negli istituti d’ogni ordine, a partire dall’Infanzia fino alle Secondarie di primo grado. «L’amministrazione comunale sembra non riconoscere l’importanza di questa figura e nemmeno le necessità degli alunni, ai quali ogni anno, sistematicamente, riduce le ore di assistenza, erogando un servizio ancora legato al concetto di “assistenza ad personam” – è l’accusa che arriva da un gruppo di professionisti in servizio – Così facendo non si tiene conto che l’educatore è un importante tramite tra l’alunno con bisogni speciali e il gruppo classe; da ciò deriva che se l’utente è assente,
il professionista è costretto a lasciare la scuola senza essere remunerato, vedendosi calpestare il diritto di percepire lo stipendio previsto dal contratto e finendo per essere relegato alla mansione di lavoratore a cottimo.
LE LINNE GUIDA Da qualche anno l’assistenza educativa nelle scuole è appaltata a un unico operatore: attualmente è la cooperativa Consorzio Blu. La situazione è però pregressa e, anzi, prescinde dalla volontà dell’operatore, secondo quanto sostenuto dagli educatori. «La cooperativa che ha in gestione l’appalto, pur rendendosi da subito disponibile a mettere in opera le migliorie richieste da tempo, non è riuscita ancora a concretizzarle, perché il comune di Vigevano è rimasto l’unico sul territorio ad applicare tali condizioni di lavoro» spiegano infatti i professionisti coinvolti. La questione della retribuzione degli educatori era stata dibattuta anche nel 2023, nel contesto dell’affidamento dei servizi a un unico operatore: già all’epoca era considerata una criticità, e contrastava con le linee guida della Regione approvate quello stesso anno che invece andavano a sanare la situazione. «L’orario di lavoro dell’assistente educativo, definito ad inizio del mandato, non può subire riduzioni causate da brevi assenze, fino a 10 giorni scolastici consecutivi, dello studente in carico – riferisce Confcooperative Lombardia – pertanto, nel caso di assenza dello stesso, l’assistente educativo è tenuto comunque a recarsi in classe per svolgere le attività di promozione dell’inclusione con il gruppo classe, coordinandosi con gli insegnanti previo accantonamento di eventuali ore necessarie all’affiancamento dell’alunno per incontri, gite, uscite. Per assenze superiori a 10 giorni scolastici consecutivi si procede alla riprogrammazione del servizio in accordo con la scuola».
IL FUTURO Le linee guida di Regione Lombardia sono consigliate (oltre che dirimenti per il ricevimento di alcuni contributi), ma non sono vincolanti per i comuni: difficile verificare se Vigevano sia davvero l’unico sotto il simbolo della Rosa camuna a non averle applicate. Con la prossima amministrazione, qualcuno si aspetta un cambio di passo: e come educatore, c’è chi si rende «disponibile a un confronto con la nuova Amministrazione per trovare finalmente una soluzione al problema».
Alessio Facciolo


