Portare proposte concrete all’Università di Pavia per mantenere il corso di Infermieristica in città.
Sono questi i prossimi passi che l’amministrazione comunale ha intenzione di fare per tutelare la presenza, all’interno dell’Ospedale Civile di Vigevano, della scuola di Infermeria, da qualche anno ridimensionata nei suoi numeri dall’ateneo pavese e che nel 2020 ha addirittura rischiato la chiusura.
La strategia comprenderà anche un colloquio con il preside della facoltà di Medicina Marco Benazzo (che del corso vigevanese non parrebbe essere entusiasta) al quale si vorrebbero portare «proposte concrete e non pressione politica», come ha spiegato l’assessore Marzia Segù in risposta a un’interrogazione del Partito Democratico presentata nell’ultima seduta del consiglio comunale. «L’11 ottobre sono partite regolarmente le lezioni del primo anno – ha riepilogato Segù – molte si svolgono fisicamente a Pavia, ma gli studenti hanno la possibilità di seguirle anche a distanza da un’aula apposita in ospedale. Come amministrazione monitoriamo la situazione: il sindaco ha già parlato più volte con il rettore dell’Università di Pavia, e assieme a me e ai consiglieri Rubino e Cavallini ha incontrato il direttore generale di Asst per assicurarsi la sua volontà di mantenere il corso».

La conferma del corso si basa sui numeri, in primis quelli di test e immatricolazioni: «Vogliamo informare gli studenti vigevanesi, ma anche i giovani lavoratori, su quali siano gli sbocchi professionali che l’Infermieristica offre – rivela l’assessore – interessante è la proposta di coinvolgere fondazioni e associazioni per realizzare borse di studio»
ci sono affitti calmierati per gli studenti fuori sede e altre misure sono allo studio. Vogliamo inoltre attivare corsi formativi post laurea
Af

