Porta Genova, countdown per la chiusura

Quel treno per Milano non fermerà più a Porta Genova, con i pendolari della Lomellina che dovranno adattarsi a nuove strade. Non necessariamente più lunghe.

CHIUSURA Nella diretta settimanale su Instagram “Cose in Comune” il sindaco di Milano Giuseppe Sala il mese scorso ha annunciato il completamento della M4 per la fine di settembre. La nuova linea della metropolitana collegherà Linate (anche se già ci sono progetti di ampliamento verso Segrate) alla stazione ferroviaria di San Cristoforo: «Avremo 47 treni lunghi 48 metri per 4 vagoni e un trasporto di circa 600 persone – ha spiegato il primo cittadino meneghino nel corso della stessa live – a regime la M4 trasporterà 86 milioni di passeggeri all’anno». Ma al di là delle cifre del nuovo asset, il completamento della “linea blu” sancirà l’inizio del countdown per la chiusura della stazione di Porta Genova, di fatto attualmente il principale scalo ferroviario per i pendolari lomellini, vigevanesi e abbiatensi della Milano-Mortara.

MA QUANDO? Franco Aggio, presidente dell’associazione pendolari Mimoal, non vede imminente la chiusura dello scalo, anche se una data “di scadenza” gliela dà: «Non si sa ancora quando chiuderà Porta Genova esattamente. L’unica data indicata in un documento ufficiale è il 2027, ma secondo le informazioni in mio possesso potrebbe accadere prima, nel 2025. Che chiuderà è certo: hanno tolto i vecchi binari, e da tempo non stanno effettuando lavori importanti alla struttura». Secondo Aggio, la stazione in zona Navigli rimarrà aperta almeno fino a quando non finiranno i lavori a Porta Romana:

Con la chiusura di Porta Genova, i treni della Milano-Mortara faranno capolinea a Rogoredo, facendo le stesse fermate della cintura sud: Romolo, Tibaldi, Bocconi, Porta Romana. E partire con i lavori ancora incompleti in quest’ultima significherebbe fermare la linea per mesi.

CONNESSIONI Una volta a regime, la linea che porta dalla Lomellina alla metropoli sarà direttamente collegata con l’alta velocità: «E non solo – specifica Aggio – a Rogoredo ci sono molte altre connessioni ferroviarie. A San Cristoforo poi ci sarà la stazione della M4, a Romolo quella della M2 e a Rogoredo stessa quella della M3». Insomma, i pendolari (nonostante qualche polemica che già ora sta infiammando sui social) da quel punto di vista potrebbero averne anche dei vantaggi: «Anche se – è il rammarico del presidente di Mimoal – spiace che nessuno abbia creduto a Porta Genova: abbandonare una stazione così centrale non è mai una buona idea, e sarebbe potuta rientrare nei piani per il secondo passante». Ma un collegamento con l’alta velocità potrebbe rilanciare le ipotesi di raddoppio? Per aggio, è solo una chimera. «Il raddoppio è in mano esclusivamente ai politici. I soldi c’erano e potrebbero esserci ancora»: a mancare, a quanto pare, sarebbe soltanto la volontà.

Alessio Facciolo

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