Sicurezza, «Non c’è un’emergenza piazza»

Ma quindi c’è un problema sicurezza e di danno d’immagine? Se per i commercianti la risposta è sì, per l’amministrazione comunale no o almeno niente che sia specifico di Vigevano, bensì l’emergere di un disagio che caratterizza le città italiane medio-grandi. «Non ci tiriamo indietro dalle nostre responsabilità – chiarisce il sindaco Andrea Ceffa – ma non vogliamo mandare dei messaggi che diano una raffigurazione spropositata della situazione».

Il primo cittadino è «pronto ad ascoltare i commercianti e l’assessore Scardillo sarà in contatto con loro», ma non apprezza le modalità della protesta di Ascom. «Ci aspettiamo un modo di fare corretto e leale, non si può andare avanti con attacchi nella pubblica piazza salvo poi chiedere un incontro. Chi vuole collaborare in maniera corretta non si comporta in questo modo». A parere del sindaco occorre innanzitutto contestualizzare, perché pur sottolineando che «c’è massima solidarietà per questo evento vandalico che ha colpito i commercianti», non è un fenomeno limitato in quanto «si tratta di un problema che si vede sopratutto da due anni a questa parte in molti centri di medie e grandi dimensioni».

Per Ceffa «non c’è un aumento della gravità», anche se ammette che «dopo il lockdown c’è stato un accentuarsi di situazioni come risse e atti vandalici, che è evidente, ma che ritengo sia legato al Covid. Tutte le attività si sono concentrate nei centri storici, essendo la maggior parte degli altri locali chiusa; città come Pavia, Vigevano, Novara hanno pagato e pagano pesantemente il peso del Covid, perché senza discoteche, cinema e simili c’è un effetto di richiamo». Un qualcosa di cui tenere conto: «Prepariamoci a una situazione in cui usciamo da un’emergenza sanitaria per entrare in quella sociale ed economica, altrettanto gravi».

Per intervenire servirebbero più risorse, soprattutto umane. «Occorrono norme più stringenti, più forze dell’ordine, più potere al sindaco in materia di sicurezza ». Anche l’esercito? «Non ho problemi a impegnarmi anche per un coinvolgimento dell’esercito, ma se avessimo più carabinieri e più poliziotti credo che saremmo a posto e non ne avremmo bisogno». Anche perché «questa amministrazione continua a investire in sicurezza come le precedenti, con nuovi agenti, nuove telecamere e un accordo con la società Civis per il controllo video durante le ore notturne, col quale dovrebbe essere possibile un’attivazione immediata del servizio di sicurezza e non solo dopo il fatto». Un sistema che non sembra avere funzionato in questo caso, ma il sindaco smentisce la sua inefficacia nell’episodio della “spaccata” in via del Popolo: «Basta guardare le immagini, si vede l’auto della Civis che passa e la persona che si nasconde, ritornando dopo che è passata. E’ chiaro che non si può essere dappertutto, non è pensabile avere la polizia in ogni angolo della città».

Gds

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