Una cosa è certa: il campo largo, nel centrodestra, arriva sempre domani. Tra rinvii e sondaggi misteriosi la ricerca del candidato unitario si rivela un vero e proprio stillicidio.
CEFFA NEL MIRINO A settembre il sindaco uscente Andrea Ceffa era dato per certo. In seguito, con l’anno nuovo, è cambiato un po’ tutto. Gli esponenti dei principali partiti dicono di voler lavorare tutti insieme per vincere le elezioni ma diventa sempre più evidente, ogni settimana che passa, l’estrema difficoltà di giungere a un accordo. La decisione, dicono i partiti, è a livello regionale, ma non arriva. Tatticismi a non finire, in attesa del giorno del voto, con la decisione che diventerà non più procrastinabile.

SINDACO PERÒ PRONTO Dal canto suo, Ceffa, che in molti danno per defilato e non particolarmente agguerrito per il voto, ribadisce invece la sua determinazione nel riproporsi. «Non vedo l’ora di fare campagna elettorale – precisa – Rivendico i risultati raggiunti e voglio inoltre dire che l’80 per cento del programma elettorale è stato realizzato. Gli altri dicono “farei”, io posso dire di aver fatto. Mi rendo conto che alcune questioni giudiziarie che sto vivendo possono creare perplessità, ma dimostrerò la mia innocenza e, già dalle prime udienze, questo emergerà».
FUMATA NERA Anche mercoledì doveva essere il momento giusto, dopo un “confronto di fuoco”, ma niente anche in questa occasione il nome non è uscito. Le certezze riguardano le quattro liste classiche (per ora, ndr): Lega, Fratelli d’Italia, Foza Italia e Noi moderati. Tutti sostengono a gran voce la necessità di volere un candidato unico ma, ormai è una certezza, il parto è davvero difficile. E pare che l’esito del sondaggio commissionato dalla Lega per “tastare” il polto agli elettori, non penda verso quella che sembrava una scelta obbligata: vale a dire la riconferma di Ceffa, appunto. Indiscrezioni dicono che il “consenso” verso di lui non è certamente alle stelle. La Lega comunque lo vuole e lo ha ribadito in più occasioni. Bisognerebbe sentire anche i vari attivisti del partito per capire la risposta di Vigevano, ma la sua conferma è comunque anche una questione d’immagine per il partito di Salvini.
SEGÙ NON “MODERATA” Tra le curiosità c’è da annotare il fatto che l’ex vice sindaco e sindaco facente funzione (nei sei mesi in cui il sindaco eletto era ai domiciliari) Marzia Segù, che ha pubblicamente dichiarato di voler fare il primo cittadino è ancora senza partito. Qualcuno la indicavano come nome di peso di “Noi moderati”, ma Alessandro Rubino, leader del movimento, è lapidario.
Non abbiamo avuto occasione di confrontarci. Noi avremo una lista, che stiamo elaborando e Marzia Segù non è con noi.
Non resta che aspettare ancora una settimana. Intanto il tempo passa.

LE SCADENZE Ora la data del voto però c’è. Il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha informato il Consiglio dei Ministri in relazione all’individuazione, nei prossimi 24 e 25 maggio, delle date per lo svolgimento delle elezioni per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale. I cittadini Ue possono partecipare alla votazione se iscritti nella lista elettorale aggiunta per le elezioni amministrative del Comune. La domanda di iscrizione deve essere presentata entro il 14 aprile 2026. Venezia guida l’elenco dei dieci comuni con più abitanti chiamati alle urne seguita da Reggio Calabria, Andria, Arezzo, Pistoia, Marsala, Quartu Sant’Elena, Imola, Viareggio e Vigevano. La presentazione deve avvenire presso la segreteria del Comune dalle ore 8 del 30esimo giorno fino alle ore 12 del 29esimo giorno antecedente la votazione. Il sistema elettorale resta differenziato in base alla dimensione dei comuni. Sotto i 15 mila abitanti vige un sistema maggioritario a turno unico, con un premio di due terzi dei seggi alla lista del sindaco eletto. Nei comuni sopra i 15 mila abitanti è invece richiesta la maggioranza assoluta: in mancanza, si va al ballottaggio. Le liste collegate al sindaco ottengono generalmente il 60% dei seggi, mentre i restanti sono distribuiti proporzionalmente con soglia di sbarramento al 3%. Secondo le stime, circa mille comuni eleggeranno il sindaco al primo turno, mentre un centinaio potrebbe ricorrere al ballottaggio.
Massimo Sala



