Resiste il “fortino” De Rodolfi

Il De Rodolfi di Vigevano potrebbe essere l’unica casa di riposo della Provincia a non essere stata toccata dal coronavirus. Questo è quanto segnalano il direttore generale Andrea Deplano e i dati che sono stati raccolti dall’rsa, confermati anche dal report di Funzione pubblica Cgil. «Facendo i debiti scongiuri – afferma Deplano – non abbiamo neanche un contagiato per ora». Il merito sarebbe del protocollo adottato al De Rodolfi sin dall’esordio dell’epidemia: «I tamponi – spiega il direttore generale – sono stati fatti al personale che ha manifestato sintomi compatibili al Covid-19».

Nell’attesa degli esami abbiamo dispensato dal servizio i soggetti che avevano almeno 37.5 gradi di temperatura, una procedura che è stata introdotta da fine febbraio. Questa è una delle cose che probabilmente ci ha consentito di impedire l’ingresso del virus e di limitare il rischio

Ma anche gli ospiti sono stati sottoposti a test? «Per adesso no – risponde Deplano – perché non rientravano nei protocolli definiti da Ats fino a poco fa, ora lo faremo. Penso che inizieremo col test sierologico a tutti i dipendenti e poi passeremo agli ospiti, sempre attenendoci ai protocolli».

De Rodolfi - Andrea Deplano
il direttore Deplano (a sinistra)

LA MORTALITA’ In assenza di tamponi ai degenti non si può escludere in maniera assoluta che ci siano stati dei contagi, ma i dati dei deceduti confermano che non c’è stato un focolaio all’interno della casa di riposo.

A marzo 2020 – dichiara Deplano – abbiamo un decesso in meno rispetto al 2019, 5 contro 6. Nel primo trimestre ne abbiamo avuti 5 in tutto contro gli 11 di un anno fa

Cifre che corrispondono a quelle rilevate dalla Cgil, 6 morti al 27 aprile. La tendenza è confermata anche in queste settimane? «Nell’ultimo mese non sono più di 2. È un’annata strana, anche l’influenza non è stata particolarmente aggressiva. L’isolamento da questo punto di vista può avere avuto un effetto positivo».

IL MODELLO Le tre strategie messe in atto dal De Rodolfi sono state

l’isolamento della struttura, il controllo della temperatura dei dipendenti e il rifornimento adeguato di Dpi, perché se non hai le protezioni sei finito

Del resto, avendo chiuso l’rsa, «l’unico modo in cui il contagio può entrare è attraverso il personale, anche perché gli ospiti si spostano il meno possibile dal loro nucleo. Infatti siamo arrivati a monitorare anche i parenti degli operatori, chiedendo di segnalare l’eventuale comparsa di febbre, come è accaduto in due casi. Devo dire che si sono dimostrati molto seri». Ci sono stati periodi di carenza di personale? «Nel momento in cui il contagio era più forte a Bergamo abbiamo toccato il 25% di assenze. Era il periodo peggiore dell’epidemia, passato quello abbiamo avuto percentuali più basse e gestibili».

Giuseppe Del Signore

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