Lomello, in visita il console d’Albania: «Qui sono a casa»

Lomello in festa, nella mattinata di venerdì 31 marzo, per la visita del console generale dell’Albania Anila Pojani, e del console primo segretario della sede milanese, Leziana Beltoja. Un’iniziativa che ha coinvolto le scuole, su proposta al Comune dell’ex docente elementare Angela Trigo, che per diversi anni ha insegnato a Milano tenendo contatti con le ambasciate e i consolati.

Sono stati proprio gli allievi dell’istituto comprensivo di Lomello a guidare le due diplomatiche nella visita ai monumenti cittadini, dalla basilica di Santa Maria Maggiore al battistero di San Giovanni ad Fontes, al Museo degli stucchi.

Il tutto con l’animazione delle associazioni “Teatro in Laumellum” e “Sagitta Historica”. Una visita voluta per ringraziare la comunità albanese, che è quella straniera più numerosa a Lomello, in cui i non italiani sono il 7.7% dei residenti. E verso mezzogiorno, nell’ex chiesa di San Rocco il sindaco Silvia Ruggia ha donato un mazzo di fiori al console generale. «Sono molto emozionata e contenta della comunità albanese, che a Lomello è ben integrata – ha detto il console Pojani – E’ come una mamma che sente parlare bene dei suoi figli. In tutta Italia gli albanesi sono mezzo milione, e non sempre se ne parla bene».

Qui invece c’è una luce negli occhi di tutti i presenti, non ho mai partecipato a un incontro così bello. Non è sempre facile parlare due lingue. Oltretutto questo non basta, bisogna conoscere anche la storia e la cultura del posto che ci ospita

«É un lavoro difficile soprattutto per le mamme».

Lomello - visita console Albania Pojani
un momento della visita del console d’Albania a Lomello

Molte le donne albanesi presenti, dato che gli uomini erano al lavoro. E molte le loro storie: «Sono qui da 20 anni, prima di me era arrivato mio marito – racconta una signora – Mi trovo bene, i figli sono ben inseriti a scuola». Un’altra donna racconta: «Ho avuto difficoltà all’inizio, nell’imparare un’altra lingua, ma poi ci siamo trovati bene» . «Le donne albanesi sono un esempio – dichiara una signora – e l’Albania è una terra splendida, che merita il turismo italiano». Soddisfatto anche il parroco, don Roberto Signorelli: «Diversi bambini di origine albanese frequentano il catechismo, ma sono numerosi anche quelli di religione islamica, che partecipano volentieri ai Grest. Quella di oggi è stata una bella iniziativa di conoscenza reciproca».

Davide Zardo

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