L’amante dell’aviatore fa il suo ritorno in terra di Lomellina. Torna a Vigevano una delle più note opere di Regina Cassolo, scultura di alluminio del 1935 esposta dal 21 marzo 2026 al New Museum di New York nell’ambito della mostra “New Humans: Memories of the Future”. L’amante dell’aviatore, nelle sale del prestigioso museo americano, negli ultimi mesi è stata esposta accanto ai capolavori di artisti dal calibro di Duchamp, Dalí, Man Ray e ad autrici coeve quali Giannina Censi, Rosa Rosà e Valentine de Saint-Point. L’opera viene ora ricollocata nel percorso espositivo del Castello Sforzesco di Vigevano, sede del Museo Archeologico Nazionale della Lomellina (MANLo) nel contesto della mostra “Regina. Sperimentatrice geniale”, esposizione promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia e curata da Stefania Bossi, Valentina Cane e Michele Tavola.
A CASA «Siamo orgogliosi di riaccogliere quest’opera fondamentale – afferma Stefania Bossi, direttrice del MANLo – dopo un prestito internazionale che ha rappresentato un’esperienza di grande rilievo per il nostro museo. La presenza di Regina al New Museum di New York, in occasione dell’inaugurazione della sua nuova ala, ha consacrato la rilevanza dell’artista nella storia dell’arte occidentale. Oggi la scultura torna “a casa” a impreziosire il percorso della nostra esposizione a Vigevano». L’esposizione raccoglie 108 opere dell’artista, tra cui 41 sculture e circa 65 tra disegni e collage, e rimarrà visitabile almeno fino al 2029, con l’obiettivo di restituire al pubblico la straordinaria modernità di una delle voci più originali del panorama artistico del secolo scorso.
SPERIMENTAZIONE La ricerca artistica di Regina Cassolo si inserisce nelle sperimentazioni degli anni Trenta del Novecento quando l’alluminio, materiale industriale leggero, duttile e moderatamente riflettente entra nella pratica artistica come risorsa tecnica e linguistica. Il linguaggio dell’artista si costruisce per piani, ottenuto tramite l’utilizzo di lamine sottili che definiscono una geometria spaziale aperta. È appunto con l’opera L’amante dell’aviatore che la tecnica della scultrice raggiunge elevati livelli di complessità: la disposizione falsata dei piani, infatti, genera ritmo, profondità e particolari modulazioni chiaroscurali. In questo caso le lamine metalliche incarnano perfettamente alcuni principi del linguaggio futurista, quali dinamismo, simultaneità delle energie delle superfici, ma senza mai aderire passivamente ai codici del movimento.
Ne conserva anzi un’autonomia evidente, frutto di una sensibilità orientata alla sperimentazione.
LA VITA La vita di Regina Cassolo fu all’insegna dell’arte e della sperimentazione. Nata a Mede nel 1894 e morta a Milano ne 1974, è stata una delle figure più originali del panorama artistico italiano del Novecento. Dopo la formazione all’Accademia di Brera, negli anni 20 avvia una ricerca che la conduce ben presto oltre l’impostazione accademica, verso sperimentazioni in scultura e disegno. Negli anni 30 si avvicina al Futurismo (una delle più importanti artiste donne di quella corrente), presentando alla Galleria Senato (1931) le prime sculture in latta, alluminio e celluloide. Partecipa alla XIX Biennale di Venezia (1934) e a numerose esposizioni in Italia e all’estero, firmando nel 1934 il Manifesto tecnico dell’Aeroplastica futurista. Dopo la guerra aderisce al Movimento Arte Concreta, e negli anni 50 e 60 approfondisce temi legati al linguaggio e alla natura, continuando a sperimentare. Negli anni 70 il suo lavoro viene progressivamente riscoperto, fino alla storica mostra “L’altra metà dell’avanguardia 1910-1940. Pittrici e scultrici nei movimenti delle avanguardie storiche” (Palazzo Reale di Milano, 1980), che ne consacra il ruolo di pioniera e sperimentatrice, con le prime pubblicazioni monografiche a lei dedicate.
Alessio Facciolo



