Oltre 300 persone assistite nel 2002, su una popolazione di 8.471 abitanti. É uno dei dati della Casa della carità di Mede, che fa parte dell’Unità pastorale “Santa Maria Maggiore”, composta anche da Lomello, Galliavola e Villa Biscossi. Il report sulle attività del 2022 è stato fornito dal parroco don Renato Passoni nel pomeriggio di sabato 15 aprile, nella sala conferenze di via Dante, di fronte a un pubblico composto soprattutto di volontari. E proprio ad alcuni di loro, che offrono il loro impegno gratuitamente, è stato affidato il compito di illustrare le attività della Caritas locale, che agisce in stretta sinergia con quella diocesana diretta da don Moreno Locatelli.
AUMENTANO LE RICHIESTE «Siamo qualcosa in più di una semplice associazione: – spiega la giovane Martina – siamo Chiesa. Le difficoltà dei rapporti con gli altri ci fanno capire spesso il nostro vero ruolo. L’Eucaristia rappresenta il pane spezzato e donato, e in questo pane ci siamo anche noi. Siamo parte della Chiesa che deve dare testimonianza, e portiamo come messaggio il dono che abbiamo ricevuto da Cristo». fondamentale il centro d’ascolto, aperto dal 2018 per raccogliere le richieste d’aiuto che di anno in anno si fanno sempre più numerose: chi ha bisogno di un lavoro, chi di un pacco alimentare, chi di vestiario. Una trentina i volontari, 103 i pacchi alimentari distribuiti mensilmente, per un numero di assistiti con reddito insufficiente per le normali necessità che raggiunge il 20% della popolazione sul territorio.

TUTTE LE ATTIVITA’ «Il centro d’ascolto non è facile, – spiega Lina, che opera insieme ad altri tre volontari – incontriamo ogni settimana persone con disagi, fatica, e ci interessiamo alle loro storie. A Lomello da poco abbiamo l’assistenza di altri tre volontari». Da non dimenticare il Cat, il Centro alcologico territoriale diretto dalla dottoressa Chiara Monti, che in 25 anni ha aiutato almeno una cinquantina di dipendenti da alcool e gioco d’azzardo. Ma cosa muove il cuore di queste persone che aiutano i bisognosi? La Casa della carità di Mede ha aperto il 3 aprile 2015, e ogni anno celebra la sua fondazione due domeniche dopo Pasqua. «Forse è l’ultima volta che festeggiamo in questo periodo – ha spiegato don Renato – anche perchè i nostri assistiti di fede islamica celebrano il Ramadan e sono legati a orari di digiuno. Dal prossimo anno probabilmente sposteremo la festa in giugno». Una festa, quella di sabato scorso, legata a tre momenti: quello informativo nella sala delle conferenze, quello religioso con la celebrazione della Messa in chiesa alle 18, e infine quello gioioso con un aperitivo/cena in oratorio e l’animazione di un gruppo musicale.
Davide Zardo

