Oltre 130mila persone. E almeno 2mila mancano all’appello secondo Frontex, perché sono morte nel tentativo di attraversare il mar Mediterraneo e di raggiungere l’Europa. La Giornata del migrante arriva nella settimana in cui l’Italia inasprisce le misure contro l’immigrazione irregolare dopo che nei mesi di giugno e luglio sono arrivate più persone che in quelli del 2022 e del 2021 sommati.
NUMERI Gli ingressi sono stati 25664 in agosto, 23420 in luglio, 15164 in giugno e solo in maggio il dato è stato inferiore a quello del 2022, mentre a settembre sono già circa 13mila, quasi quanti dodici mesi fa con ancora una decina di giorni rimasti. In tutto sono 11630 i minori non accompagnati, già più dei 10053 di tutto il 2021 e in proiezione capaci di superare i 14044 del 2022. Di quanti sono giunti nel 2023, la maggior parte si trova in Lombardia (17455, il 12%), Sicilia (14788, il 10%), Emilia Romagna (12944, il 9%) e Piemonte (12007, il 9%). Per quanto riguarda la nazionalità, la quota maggiore dichiara di provenire dalla Guinea (12%), seguono Costa d’Avorio (11%), Tunisia (9%), Egitto (7%).
INTERVENTI Eppure il tema è tornato al centro del dibattito pubblico e politico tanto a livello italiano quanto a livello europeo, soprattutto dal punto di vista del “contenimento”, lo stesso canovaccio che l’Italia e l’Ue seguono da tempo, che in luglio ha portato a un accordo con la Tunisia che al momento non è ancora stato ratificato e che il 18 settembre ha spinto il governo italiano ad aumentare le misure di contrasto, estendendo a 18 mesi il limite massimo di permanenza dei Centri per il rimpatrio «degli stranieri non richiedenti asilo» e prevedendo la costruzione «di ulteriori Cpr, da realizzare in zone scarsamente popolate e facilmente sorvegliabili».

PERSONE Portano lontano dalla possibilità di incontrare altri: la risposta comunitaria e italiana, ancorata ai numeri e alla legge, non intercetta ancora la libertà «di partire» e «di restare» a cui allude papa Francesco e che al momento non esistono. Eppure non proviene solo dalla Chiesa cattolica l’appello a cambiare prospettiva; il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo al Meeting di Rimini il 25 agosto, ha raccontato che «nello studio dell’appartamento dove vivo al Quirinale ho collocato un disegno che raffigura un ragazzino, di quattordici anni, annegato, con centinaia di altre persone, nel Mediterraneo. Recuperato il suo corpo si è visto che, nella fodera della giacca, aveva cucita la sua pagella: come fosse il suo passaporto, la dimostrazione che voleva venire in Europa per studiare. Questo disegno mi rammenta che, dietro numeri e percentuali delle migrazioni, che spesso elenchiamo, vi sono innumerevoli, singole, persone, con la storia di ciascuno, i loro progetti, i loro sogni, il loro futuro». Un futuro «tante volte cancellato», motivo per cui «occorre un impegno, finalmente concreto e costante, e proprio dell’Unione Europea», in quanto «è necessario rendersi conto che soltanto ingressi regolari, sostenibili, ma in numero adeguatamente ampio, sono lo strumento per stroncare il crudele traffico di esseri umani». Una direzione che lo stesso Governo in parte ha adottato, approvando un decreto flussi per la prima volta negli ultimi trent’anni.
Giuseppe Del Signore

