«Prometto obbedienza fino alla morte». Con queste parole forti, risuonate sabato 29 settembre nell’antica basilica patriarcale di san Domenico in Bologna, fra Alessandro Matteo Maria Biasibetti, originario della parrocchia di Garlasco, ha consegnato la propria vita per sempre al Signore nell’Ordine dei Frati Predicatori. Un momento toccante, condiviso con parenti e amici, insieme ai sacerdoti che lo hanno accompagnato nel cammino, il vicario generale della diocesi di Vigevano, mons. Angelo Croera, e il vescovo, mons. Maurizio Gervasoni.
PERCORSO «Come si arriva a una tappa così importante – spiega fra Alessandro – è sempre difficile da spiegare perché guardandosi indietro ci si accorge di quanto il tempo sia volato. Proprio qui sta il vero e totale affidamento a Cristo: quando si prende consapevolezza dei propri limiti e ci si rende conto che solo con “l’aiuto di Dio e il vostro” (come recita il rito della professione) si può vivere a pieno una vita spesa nel segno dei consigli evangelici». Certo questa consapevolezza è frutto di un percorso lungo, articolato in varie tappe che, gradualmente, conducono a maturare l’aspirazione a un dono totale di sé. Per il neo-professo, i passaggi di questo itinerario sono durati cinque anni, vissuti in diversi luoghi della Provincia religiosa: prima a Bergamo per il pre-noviziato (un tempo per scoprire la vita comune e la liturgia corale), poi a Milano, nello storico convento di Santa Maria delle Grazie per il Noviziato, iniziato con la Vestizione dell’abito religioso e culminato con la Professione semplice il 12 settembre 2020, infine Bologna per il primo tempo di studio fino al conseguimento del baccalaureato in Filosofia presso lo Studio Filosofico Domenicano. Dopo il rito di sabato si apre per fra Alessandro l’avventura “romana” con gli studi teologici presso la Pontificia Università San Tommaso in Urbe.

LA SCELTA Cosa oggi possa spingere un giovane a una scelta così impegnativa resta per molti un grande mistero. Il giovane domenicano prova a spiegare che «a oggi la vita religiosa ha il grande fascino di far condividere quotidianamente con altre persone, seppur totalmente diverse e per età e per provenienza, l’unica fede che siamo chiamati a professare». Alla base di questa “sfida comunitaria” la realtà dei tre voti di povertà, obbedienza e castità che fra Alessandro definisce «un segno di amore radicale per Gesù. E’ un amore che doniamo, ma che abbiamo a nostra volta prima ricevuto. Solo essendo stati ricolmanti di un amore così grande riusciamo a vivere una vita evangelica». Chiamati, dunque, ad essere “segno visibile” del dono di Cristo, i frati dell’Ordine di san Domenico hanno come caratteristica dominante la predicazione (vissuta con la parola e con i simboli, tra i quali l’abito che richiama la scelta fatta) e lo studio e trovano come fondamento «una vita intensa di preghiera che permette che tutto quello che facciamo, predichiamo, scriviamo sia permeato di Cristo».
MATTEO CARRERI Una bellezza, quella della vocazione alla vita consacrata, maturata in Alessandro con un «lungo discernimento» e grazie al terreno fertile di una buona famiglia tanto che, afferma commosso, «se mi fosse apparso Gesù durante la professione e mi avesse detto di tornare indietro e di cambiare qualcosa nella mia vita, avrei risposto che sarei voluto certamente rinascere nella stessa famiglia che 35 anni fa per amore mi ha fatto nascere». Accanto a essa la Comunità parrocchiale e la Diocesi che, come ricorda il giovane, «ha sempre avuto una tradizione domenicana». Proprio a questo legame va il suo ultimo pensiero, considerando che «il Signore continua a chiamare e a raccogliere ciò che tanti bravi preti stanno seminando e, essendo la vigna del Signore una sola, possiamo dire che il beato Matteo non ha scippato una vocazione alla Diocesi, ma ha rinvigorito il rapporto tra Vigevano e i Frati Predicatori».
don Carlo Cattaneo


