Calcio giovanile, ripartire dall’inclusione

Puntare sui valori educativi per riavvicinare i bambini al pallone. Sono queste le conclusioni in merito allo stato del calcio giovanile a Vigevano e Lomellina raggiunte da chi conosce da vicino e si confronta costantemente con questa realtà. Fabio Andolfo, classe 1968 ex giocatore del Vigevano ma allenatore professionista di diverse squadre, come Vigevano, Pavia e anche in ambito di calcio femminile, nonchè responsabile tecnico del Pool Vigevano Sport, analizza la situazione del mondo del pallone giovanile nel territorio lomellino.

«Reputo buono lo stato del calcio giovanile nella nostra zona – afferma Andolfo – abbiamo settori giovanili ben organizzati anche se effettivamente, si potrebbe fare ancora meglio. Attualmente io sono al Superga, sto cercando di riorganizzare questo settore giovanile, più che altro istruendo i vari allenatori. Sono anche in un Academy a Milano, dove andiamo a migliorare la preparazione tecnica dei giocatori che le varie società ci mandano». Focus rivolto anche su ciò che si deve fare. «Per quanto concerne il lavoro da fare, in Lomellina è proprio quello di andare a portare nei vari settori giovanili tecnici preparati e non improvvisati, magari sicuramente volenterosi ma non con le credenziali per poter far migliorare dei bambini o ragazzi nel gioco del calcio».
CRESCITA Continuare quindi a valorizzare i giovani.

«Al Superga, ad esempio, stiamo inserendo una nuova metodologia di allenamento, sempre improntata all’insegnamento dei fondamentali della tecnica calcistica ma applicata in situazioni di gioco, con mini partite, con magari le porticine. Non è più come ai nostri tempi in cui c’era l’oratorio, il pallone lo si giocava ovunque, adesso ci sono le scuole calcio, è tutto più strutturato, bisogna provare a migliorare sotto questo aspetto. Ritengo che le strutture a Vigevano e nell’intera Lomellina per poter fare un buon lavoro ci sono».

COLLABORAZIONE Una vera e propria sinergia tra le realtà presenti nel territorio. «L’amministrazione comunale di Vigevano – precisa Andolfo – ci supporta in questo ma ritengo che nell’intera nostra zona non ci si possa lamentare di questo. Un aspetto che potrebbe aiutare la crescita generale del calcio in Lomellina, sarebbe un ritorno maggiore, specie nella scuola primaria, ad avere più ore di insegnamento dei rudimenti atletici che poi vanno a supportare le varie discipline sportive, insomma un miglioramento motorio che poi può essere applicato a qualsiasi sport, tipo il calcio, questo aiuterebbe molto poi nelle fasi successive di lavoro dei vari allenatori delle nostre squadre calcistiche». Molteplici spunti per un argomento importante. Una mente sana cresce in un corpo sano, la disciplina sportiva può aiutare tanti bambini a crescere comunque in un ambiente sano, dove la competizione deve esserci ma nelle giuste dosi.

DIREZIONI Una via da seguire può essere quella, per i settori giovanili calcistici, di andare sì a cercare l’agonismo nei risultati, avere delle squadre a livello regionale e non solo provinciale, ma senza togliere uno spazio per tutti. Quindi valorizzare la componente agonistica, ma promuovere anche e soprattutto il rispetto verso gli altri e verso gli avversari. Guardando alla Lomellina, ma anche a ciò che succede a livello nazionale.

«Ci stiamo impegnando ad avvicinare quanti più bambini possibili al calcio – rende noto Giuseppe Salerno, che segue tra le tante anche il settore giovanile del Gambolò – dobbiamo in primis trasmettere i valori educativi che stanno alla base di questo sport. A Gambolò organizziamo delle prove gratuite per incentivare i ragazzi ad addentrarsi all’interno del mondo del calcio. Occorre anche cercare di contrastare il fenomeno legato all’abbandono giovanile. In tal senso, analizzando la situazione nazionale, La Figc potrebbe accogliere anche proposte o iniziative già in atto nelle Federazioni estere». C’è quindi voglia e impegno di valorizzare tutti i settori giovanili presenti nel territorio lomellino. Soprattutto, voglia di guardare verso il futuro con ottimismo.

Maurizio Locatelli

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