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Altroché rappresentanza: la piena democrazia nei processi decisionali a livello locale è solamente una pia illusione. Lo conferma anche una riflessione particolarmente interessante, raccolta ascoltando l’opinione del professor Andrea Cerroni, ordinario di “Sociologia dei processi culturali e comunicativi” del Dipartimento di “Sociologia e ricerca sociale” dell’Università Bicocca di Milano.
DUPLICE SVUOTAMENTO Il professore Cerroni, docente a Milano e residente a Roma, non ha dubbi:
«Abbiamo assistito a un progressivo, duplice svuotamento: sia dall’alto, da parte di organismi internazionali, sia dal basso, da parte di movimenti sorti nella società civile. Tutto ciò che sta tra lo Stato e i cittadini è stato progressivamente svuotato dalle capacità decisionali. In una parola, aumentano gli impegni decisi altrove, mediante un esautoramento dei corpi intermedi. Il cittadino di trova sballottato tra miopi impulsi dal bas-so e anonimi input dall’alto».
Per il docente universitario emerge in modo evidente «un quadro generale che sta avanzando negli ultimi de-
cenni, caratterizzato da un doppio svuotamento dei sistemi della rappresentanza consolidata sia da parte dienti sovranazionali sia nazionali». Per il professor Cerroni è emblematica, a questo proposito, la crisi dei partiti tradizionali, a partire dagli anni ’70 e ‘80 (il riferimento è alle campagne referendarie significative di quegli anni), «che hanno subito fortissime perdite di rappresentanza nel nome delle cosiddette istanze dal basso». Riferimento simbolico per eccellenza sono le percentuali di partecipazione a livello locale nelle elezioni, dove la fanno da padrone i gruppi di pressione meglio strutturati, artefici di interessi limitati,
spesso monotematici.
«Ognuno di questi partiti precisa il docente della Bicocca – porta avanti tesi che sostengono una singola questione, perdendo di vista il quadro complessivo del bene comune nella società complessa».
LOBBY NEGATIVE Insomma, per Cerroni, la rappresentanza è viziata da “lobby” o movimenti che portano avanti istanze monotemati che autodefinendosi «portatori di interessi» di incerta legittimazione. Per l’interlocutore, lo stato di salute della democrazia e dei processi decisionali a livello locale, è viziato da queste campagne monotematiche (spread, Covid, Ucraina, per citarne alcune) che monopolizzano i lavori a ogni livello delle istituzioni rappresentative. Un riferimento d’obbligo, preci- sa il professore, è quello che sta succedendo nelle grandi università americane a proposito dei fatti che si stanno svolgendo in Palestina. «Un
effetto – spiega il docente – della mancanza di filtri politici a rivendicazioni, pur legittime, sollevate contro organizzazioni che nulla hanno a che fare con la loro missione e che non trovano altrove adeguata sede di discussione».
CITTADINI DEPAUPERATI Insomma, a livello locale, in un crescente rumore di fondo i cittadini contano sempre meno,
«sballottati tra movimenti di pressione vari, inva- denti fake news, fino ad arrivare alle campagne mediatiche che costringono al massimo i politici a focalizzarsi su questioni spot e trascurare la prefigurazione del futuro della società. Si crea così una assordante distrazione dimassa dalle questioni che segnano le destinazioni di una collettività».
E sulla necessità di una riflessione su questo fondamentale aspetto che vede nell’esercizio della rappresentanza a livello locale, soprattutto sui beni comuni, il sale della democrazia, il professor Cerroni precisa: «La vitalità del mondo cattolico su questo fronte è importante, perché recentemente è l’ambito dove se ne sta parlando con attenzione e cognizione di causa». Per il professore universitario della Bicocca, le tematiche che verranno prese in considerazione a Trieste nella prossima estate «sono di vitale importanza e non ci si può distogliere da una riflessione sulle modalità di rappresentanza politica, che presentano un quadro complessivo davvero inquietante».
Massimo Sala


