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Qual è lo stato di salute della democrazia e della partecipazione a Vigevano e in Lomellina? L’Araldo ha chiesto ad alcuni esponenti politici del territorio, trasversali per età e appartenenza, di fare una radiografia.
SPISSU «La democrazia oggi è un esercizio difficile su tutti i livelli – spiega Arianna Spissu, segretaria Pd a Vigevano – i cittadini che votano sono sempre meno e anche quelli che si recano alle urne lo vivono come un breve momento di partecipazione che spesso si esaurisce in se stesso. Le sedute del consiglio comunale sono pubbliche, ma ben pochi vi assistono e al-la fine le decisioni sembrano rimanere ancorate al “palazzo”. Persino noi consiglieri di minoranza (ma anche di maggioranza) siamo interpellati solo a giochi fatti e rim a n i a m o esclusi dai processi decisionali». La sensazione non è entusiasmante.
«Eppure – aggiunge Spissu – gli strumenti per una democrazia partecipativa ci sarebbero: penso al bilancio partecipativo, ai consigli comunali aperti e al coinvolgimento di associazioni di categoria e di volontariato nelle commissioni consiliari. Una politica che si richiude su se stessa è davvero poco entusiasmante per cittadini che già di norma si sentono interpellati una volta ogni cinque anni».
ZORZOLI ROSSI Una domanda “gesuitica”, secondo Paolo Zorzoli Rossi, quella relativa allo stato della democrazia in Italia. Ponendo come premessa il confronto tra democrazia formale e sostanziale, l’esponente di primo piano di Fratelli d’Italia precisa: «Non c’è alcun dubbio sull’esistenza della democrazia formale che, con tutti i suoi riti, garantisce la quasi totale liberta di parola. Va detto però che questa libertà sta reg r e d e n d o . Non si può più esprimere un concetto – aggiunge – che non sia aderente al pensiero dell’élite intellettuale dominante, senza il rischio di essere tacciati in modo inopportuno». Secondo Zorzoli Rossi
«è evidente lo scollamento tra élite e popolo comune. Va detto inoltre che quando qualcuno osa esprimere un pensiero diverso da quello della suddetta cerchia ristretta di “pensatori d’eccezione” viene crocefisso».
Quello che si innesta, secondo il rappresentante di Fratelli d’Italia, è un’autocensura pericolosa, «perché questa recente tendenza mette in pericolo la democrazia».
PIANI «A livello locale – spiega Silvia Piani, consigliera comunale di Mortara, con alle spalle tanti anni in cui ha militato nella Lega ma entrata in Forza Italia – si è registrata poca fiducia da parte dei cittadini per la realtà politica, discorso che vale anche per Mortara. È davvero complicato vedere giovani che si avvicinino alla politica». Che strada intraprendere per invertire questo dato? «Fare politiche che risultino il più possibile vicine ai giovani. Ricominciare a parlare di temi che li riguardino in prima persona, parlando il loro linguaggio. Questo manca. I ragazzi tendono a seguire quello che fa la famiglia, senza avere idee proprie. Le scuole potrebbero ricoprire un ruolo importante». La parola chiave per Piani è «dialogo».
INVERNIZZI «Ci sono situazioni che stanno riducendo la partecipazione alla vita politica da parte della cittadinanza – afferma Ruggero Invernizzi, consigliere regionale di Forza Italia – ci sono questioni le- gate per lo più a questioni connesse alla legalità. Queste creano dissapori e allontanano la gente dalla politica». La partecipazione dei giovani, secondo Invernizzi è «fondamentale. I tempi però sono mutati da quando ho iniziato a addentrarmi in questo mondo. E’ cambiata la comunicazione, sono diversi i tempi. Dobbiamo essere i primi a dare un buon esempio se vogliamo cercare di invertire questo dato».
GUARDAMAGNA «Il Consiglio delle ragazze e ragazzi di Mede, recentemente ricostituito – spiega il sindaco Giorgio Guardamagna –rappresenta un esempio di partecipazione, rivolto ai più giovani, che da una parte sollecitano l’amministrazione a considerare l’istanza di un mondo giovanile sempre più complicato, ma che dall’altra fornisce spunti di riflessione del tutto nuovi ed apprezzabili. Il coinvolgimento dei cittadini, ammetto, non è semplice per l’allontanamento generale dagli impegni collettivi, ma ci sono ampi spazi di intervento, an- che rivolti a singole istanze di associazioni che coinvolgono cittadini desiderosi di impegnarsi».
Massimo Sala, Edoardo Varese, Davide Zardo


