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Risparmio e investimento sono temi molto importanti, in quanto riguardano quello che è il futuro delle persone. A tal punto che i docenti di diritto ed economia dell’istituto Casale di Vigevano da alcuni di anni propongono un progetto riguardante l’educazione finanziaria chiamato “Facciamo Economia”. «L’educazione finanziaria è un processo educativo, nonché un percorso di cittadinanza che al giorno d’oggi è molto importante, perché i cittadini sono contemporaneamente risparmiatori, consumatori, investitori», spiega la professoressa Stefania Rotundo, insegnante e referente del progetto insieme ad altri docenti di diritto e di economia aziendale dell’istituto ducale.
PIU’ RESPONSABILITA’ Ma perché l’educazione finanziaria è così importante? La Banca d’Italia ritiene le competenze in ambito economico fondamentali sin da giovani, a maggior ragione in una società in cui il cittadino ha un accesso sempre più diretto ai servizi finanziari (grazie al digitale) e in cui i social media possono rappresentare un problema:
Sempre più spesso – dichiara Rotundo – ci sono giovani che si affacciano nel mondo del trading online e quindi l’idea di questo tipo di educazione è quella di dare una consapevolezza economico-finanziaria a loro, ma anche agli adulti, al fine di non cadere in qualche trappola.
ESPERTI Rispetto alle competenze richieste ai cittadini in ambito finanziario, in primo luogo «comprendere che cosa sia il denaro è la competenza di base, un concetto in continua evoluzione, per esempio a scuola siamo molto interessati a capire non solo le criptovalute e il cripto asset che tanto affascinano gli studenti, ma anche che cosa ne sarà dell’euro digitale; quali strumenti si hanno a disposizione per gestirlo, quindi i vari mezzi di pagamento, i vari prodotti finanziari che servono a remunerare il risparmio e poi, cosa molto importante, la capacità di risparmio». Il progetto “Facciamo Economia” è cresciuto nel tempo, «in sei anni siamo riusciti a introdurlo in 40 classi tra scuole elementari e medie di Vigevano».
IL METODO Uno dei punti di forza della proposta è l’approccio tramite “Peer education” ovvero educazione alla pari: sono gli studenti in prima persona a fare lezione ai compagni più piccoli. A essere coinvolti sono gli alunni del quarto anno dell’indirizzo Afm (Amministrazione Finanza e Marketing), i quali propongono giochi alternativi alla classica spiegazione teorica, ottenendo «ottimi risultati: da una parte i ragazzi si appropriano meglio dei contenuti e dall’altra i più piccoli apprendono meglio, perché i messaggi sono vincolati da persone più vicine a loro con l’età». L’obiettivo finale del progetto “Facciamo Economia” è dunque quello di «costruire dei futuri cittadini consapevoli delle scelte che vengono fatte».
Giulia Beretta

